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Cronaca - Coronavirus - Il gruppo di FdI-Ecr del Parlamento europeo presenta un'interrogazione scritta per chiedere alla Ue di evitarli e per invocare sanzioni per gli stati che invece ne facessero richiesta

“Assurda la richiesta di bollini ‘virus free’ per i prodotti italiani”

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Nicola Procaccini

Nicola Procaccini

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – La palese violazione dei principi di libera circolazione delle merci e del reciproco riconoscimento e la conseguente richiesta di sanzioni da parte della Ue per gli Stati membri che sarebbero pronti a richiedere all’Italia certificazioni “virus free” per i prodotti agroalimentari esportati nella stessa Ue.

E’ questo il contenuto di una interrogazione scritta al Parlamento Europeo, presentata questa mattina a Bruxelles dalla delegazione degli europarlamentari di Fratelli d’Italia del gruppo Ecr (Sergio Belato, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Raffaele Fitto, Nicola Procaccini, Raffaele Stancanelli), su iniziativa dello stesso Procaccini.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, alcuni Stati membri starebbero valutando “la possibilità di richiedere una certificazione ‘virus free’ per i prodotti agroalimentari importati dall’Italia, quale ulteriore misura atta ad arginare la diffusione del coronavirus”.

Per gli eurodeputati di FdI, però, la stessa Efsa (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare dell’Unione europea) “ha in più occasioni definito immotivata la richiesta di garanzie supplementari su prodotti alimentari, essendo il virus in oggetto trasmettibile soltanto da uomo a uomo”.

Al riguardo, quindi, nell’interrogazione si chiede alla Ue di intervenire per contrastare azioni basate su iniziative arbitrarie degli Stati interessati, prefigurando, appunto, una concreta violazione di due principi fondanti del mercato interno comune, cioè il principio di libera circolazione delle merci e del reciproco riconoscimento.

Gli esponenti di FdI-Ecr chiedono, inoltre, quali misure sanzionatorie la UE adotterebbe nei confronti degli Stati membri responsabili, qualora tali notizie fossero confermate.

Una iniziatica volta a tutelare i prodotti e le aziende italiane, già in grande difficoltà per le conseguenze dell’emergenza sanitaria in atto, dalle speculazioni ci chi tende a screditare il made in Italy.

“L’Europa non deve essere complice di speculazioni ed adottare immediati provvedimenti. E’ assurdo che ci siano paesi della Ue che chiedono ulteriori bollini di qualità ai nostri prodotti agroalimentari, che sono già sottoposti a rigidi e severi controlli, nessuna restrizione al commercio di prodotti alimentari italiani può essere giustificata da richieste di certificazioni “Virus free”, concludono gli europarlamentari di FDI.

Gruppo di Fratelli d’Italia-Ecr del Parlamento Europeo


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3 marzo, 2020

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