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Roma - L'Unione sindacati polizia penitenziaria chiede di conoscere i protocolli di prevenzione, di avere nuovi indumenti e di predisporre un'unità di crisi

“Carceri e istituti minorili, vogliamo sapere cosa dobbiamo fare”

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Polizia penitenziaria

Polizia penitenziaria

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo potuto prendere atto che le linee di intervento adottati dall’amministrazione penitenziaria e giustizia minorile e di comunità con le disposizioni del 26 e 27 febbraio 2020, in realtà adottate per le zone del nord inizialmente interessate, nei giorni successivi sono state poi attivate anche parzialmente nelle sedi che non sembravano interessate come nel caso della regione Lazio.

A pochi giorni da quanto sopra, anche il decreto del presidente del consiglio dei ministri dell’8 marzo 2020 impone delle nuove attuazioni più stringenti rispetto alla lotta contro il patogeno indicato in oggetto che ha coinvolto anche persone delle istituzioni (presidenti regione Lazio e Piemonte) che vuol dire che la situazione è tremendamente seria, su cui nessuno può pensare di essere immune.

Questo impone a tutti di svolgere le proprie funzioni responsabilmente, evitando di trovarci con ulteriori problemi.
A tal proposito con urgenza chiediamo di conoscere anche con atti formali ovvero protocolli sanitari di prevenzione le linee di intervento adottate per gestire gli ingressi anche per il settore minorile di Roma, dei nuovi giunti, degli arrestati, dell’uso del materiale in caso di traduzione di detenuti ecc.

Prevedere un’unità di crisi regionale anche alla presenza di specialisti medici-sanitari ovvero di personale disposto in caso di emergenza, al fine di intervento in caso di possibili isolamenti dei circuiti penitenziari che sono altamente a rischio.

Prevedere per il personale degli istituti penitenziari indumenti nuovi di servizio per affrontare la necessità di cambi degli stessi, visto che per molti ne fa uso senza possibilità di cambio per carenze già note.

In attesa di conoscere con urgenza quanto rappresentato, l’Uspp svolgerà le dovute ricognizioni nei luoghi di lavoro anche telefonicamente ai sensi delle normative vigenti per conoscere le situazioni addivenire rispetto all’emergenza Covid-19.

Chiediamo ai prefetti di intervenire anche a tutela del personale operante negli istituti e servizi penitenziari adulti e minorile territorialmente presenti.

Unione sindacati polizia penitenziaria


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8 marzo, 2020

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