Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Sulla pagina Facebook Città di Tarquinia il sindaco Alessandro Giulivi invoca i tecnici, il commissariamento del governo, ci dice che altrimenti “moriremo tutti”. Il senso delle istituzioni non esiste più.
Si può non essere d’accordo con le scelte governative o meno, ma invocare tecnici e commissari, vuol dire invocare la messa in quarantena della democrazia.
L’esperienza Monti è stata già dimenticata? I risultati non furono esattamente brillanti per il Paese e ancora ne scontiamo le conseguenze, soprattutto nella sanità pubblica e proprio in questa emergenza i nodi ne vengono al pettine.
I politici devono rispondere delle scelte che prendono, i tecnici invece a chi rispondono? Parla forse il sindaco degli stessi tecnici e tecnocrati che il suo partito, la Lega, afferma di combattere a Bruxelles? Salvini chiede la riapertura del parlamento e Giulivi contestualmente chiede la sospensione della democrazia costituzionale?
Poi messaggi da fine del mondo come “moriremo tutti” non portano nulla di buono, creano solo insicurezza e panico. E sappiamo dai numeri che oltretutto non è vero.
L’apprezzamento per come l’amministrazione comunale si stia spendendo per fare il proprio dovere e sostenere la popolazione in questa drammatica situazione non può far ignorare come un simile attacco alle dinamiche democratiche in un momento così delicato, in cui occorre invece tenere i nervi ben saldi e infondere sicurezza alla cittadinanza, sia pericolosissimo.
Tommaso Stefani
Fronte Sovranista Italiano per Riconquistare l’Italia – Sezione Tuscia
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