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Viterbo - Lo ha comunicato il prefetto Bruno - Barelli (Forza civica): "Tutti i consiglieri comunali esclusi. E' una lesione dei diritti politici"

“25 aprile, nessuna autorità potrà partecipare alle celebrazioni”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Un 25 aprile a tirar via. Un’altra delle tante facce e conseguenze dell’emergenza Coronavirus. 

Nessuna autorità o istituzione potrà, infatti, prendere parte alla cerimonia commemorativa della festa della liberazione dal nazifascismo. Sabato 25 aprile. Nessuna, a parte l’autorità che, in solitaria, deporrà, se vuole, la corona di fiori prevista.


Viterbo - La lettera della prefettura

Viterbo – La lettera della prefettura


Molto probabilmente non ci saranno nemmeno i prefetti. A metterlo nero su bianco è il prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, in una lettera del 20 aprile indirizzata al presidente della provincia, ai sindaci della Tuscia, ai presidenti delle comunità montane, al vicesindaco di Montalto di Castro e ai dipendenti degli uffici pubblici. Oggetto: “75° anniversario della liberazione. Esposizione bandiere”.


Giovanni Bruno

Il prefetto Giovanni Bruno


“In ragione dei provvedimenti restrittivi legati all’emergenza sanitaria per la diffusione del Coronavirus Covid-19 – si legge in fondo alla lettera di Bruno – quest’anno non sono previste cerimonie coordinate dai prefetti. Eventuali iniziative di disposizione di corone presso i monumenti ai caduti da parte di istituzioni territoriali o locali dovranno prevedere la presenza della sola autorità deponente, evitando il coinvolgimento di altre autorità o formazioni militari e comunque escludendo qualsiasi forma di assembramento della popolazione”.


Giacomo Barelli

Il consigliere comunale Giacomo Barelli


“E’ una lesione dei diritti politici – dice il consigliere comunale di Viterbo (Forza civica), Giacomo Barelli -. Non dare ai consiglieri comunali la possibilità di partecipare alla cerimonia del 25 aprile rappresenta un’ingiusta lesione dei diritti politici garantiti dalla costituzione e da quei valori di libertà e democrazia che proprio il 25 aprile si onorano e si ricordano. Non solo, ma considerata la grandezza di piazza dei caduti, la partecipazione di una delegazione di consiglieri comunali non avrebbe in alcun modo violato quanto disposto dai decreti governativi”.


Parole di Barelli e lettera del prefetto che nascono da alcuni precedenti. 

“Una quindicina di giorni fa – racconta Barelli – nella chat whatsapp dei capigruppo ho chiesto al presidente del consiglio Stefano Evangelista di poter partecipare come Forza civica alla deposizione della corona di fiori in piazza dei caduti il 25 aprile. Subito dopo la stessa richiesta è stata fatta dai consiglieri Francesco Serra (Viterbo dei cittadini), Lina Delle Monache (Impegno comune), Massimo Erbetti (Movimento 5 stelle) e Luisa Ciambella (Partito democratico). Di fatto tutta l’opposizione tranne il gruppo di Chiara Frontini. Insieme concordiamo di chiedere al presidente Evangelista di partecipare con una delegazione di 5 persone al 25 aprile. Evangelista ci ha detto che si sarebbe fatto portavoce della richiesta presso il sindaco”.


Viterbo - La celebrazione del 25 aprile

Viterbo – La celebrazione del 25 aprile


Passano i giorni e nessuna risposta da parte del presidente del consiglio. “Chiamiamo anche il sindaco Giovanni Arena e il presidente del consiglio – prosegue Barelli – che ci rispondono sempre che ci avrebbero fatto sapere. Finché oggi (ieri ndr) Evangelista, sempre per whatsapp, ci fa sapere della lettera del prefetto”.

Il 25 aprile ci sarà, quindi, volanti delle forze dell’ordine a parte, soltanto un’autorità, presumibilmente il sindaco, e i giornalisti. Praticamente una conferenza stampa. 


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“Chiediamo al sindaco e al prefetto di poter esercitare i nostri diritti politici di rappresentanti dei cittadini in un giorno che ricorda la liberazione dal nazifascismo e la nascita della repubblica e della democrazia nel nostro paese. Comprimere tali diritti – conclude Giacomo Barelli – sarebbe un atto non informato dal buonsenso e gravemente lesivo di quei valori di libertà e democrazia sanciti nella nostra costituzione”.

Daniele Camilli


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22 aprile, 2020

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