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Covid-19 - Si chiamano trigger e sono dei parametri territoriali che la regione comunicherà al governo - Se "suoneranno" si potrà procedere con la chiusura o limitazione dell'area

Coronavirus, allo studio un “sistema di allarme” per far scattare le nuove zone rosse

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Coronavirus

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Roma – Coronavirus, allo studio un “sistema di allarme” per far scattare le nuove zone rosse.

Cautela. Sembrerebbe essere questa la parola d’ordine in vista dell’imminente fase 2, quella della riapertura in Italia dopo quasi due mesi di lockdown. Tenere bassi i contagi è la priorità, evitando così l’insorgere di nuovi focolai. 

E proprio sulla possibilità dei nuovi focolai il governo è al lavoro in queste ore. Il ministero alla Salute e l’Istituto superiore di sanità, secondo quanto riporta Repubblica, starebbero preparando la circolare con le misure da mettere in campo qualora si dovessero bloccare alcune aree del paese dove l’epidemia non è più sotto controllo. 

Tutto si baserebbe su alcuni sistemi di allarme chiamati “trigger”, termine che indica “grilletto o innesco”. In sostanza sarebbero dei parametri che “suonano” nel caso in cui si verifiche la necessità di chiudere una zona oppure nel caso in cui si reputi rischioso procedere con nuove aperture. 

I trigger si baseranno sulle comunicazioni delle regioni. In queste ore infatti si sta lavorando a un documento che obbligherebbe le regioni a comunicare all’Istituto superiore di sanità la situazione nel territorio delle varie Asl in base a una serie di indicatori. Si tratta di parametri sanitari ed epidemiologici che servono a valutare la capacità e la resilienza del sistema territoriale. 

Ogni regione dovrà quindi comunicare l’andamento della curva epidemica, la situazione negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie di riferimento.

Le regioni dovranno riferire anche in merito ai tamponi e agli altri test effettuati e a quanti e quali siano gli organici dei dipartimenti di prevenzione e come vengono rinforzati in caso di situazione critica.

Tutte le regioni dovranno quindi collaborare, controllare e comunicare. Le inadempienti rischierebbero di non poter passare alla fase successiva di apertura. In caso invece di trigger fuori controllo, il governo potrà decidere di adottare misure di isolamento nell’area. 


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28 aprile, 2020

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