Bassano in Teverina – “È strano dare la colpa agli altri quando gli altri non vengono coinvolti”. Chiamato in causa due volte, come vicepresidente della provincia e come sindaco del vicino comune di Bassano in Teverina, Alessandro Romoli risponde deciso alle accuse del collega di Orte, Angelo Giuliani, che aveva definito “irrilevante” la classe politica viterbese per non aver saputo “portare a casa il risultato” del Frecciarossa nella Tuscia.
Qual è stata la sua prima reazione alle dichiarazioni di Giuliani?
“Credo che le sue parole abbiano bisogno di qualche precisazione. In primis in provincia non ci siamo spartiti nessuna poltrona, anche perché chi sta lì non riceve indennità. E poi, se c’è un ente dove abbiamo dato prova di saper superare le posizioni politiche personali per provare a lavorare per il bene del territorio, questo è proprio la provincia di Viterbo. La nuova giunta è una piattaforma di centrodestra e centrosinistra uniti per cercare di risolvere i problemi della Tuscia. Giuliani attacca indistintamente la classe politica viterbese, ma lui da che parte sta?”.
È espressione di una lista civica, non è obbligato a iscriversi a un partito…
“Tutti i sindaci sono eletti in liste civiche, ma tutti, bene o male, abbiamo un partito in cui ci rispecchiamo di più. Lui no. Non si sa a che soggetto fa riferimento e attacca tutti. Questi atteggiamenti alimentano l’isterismo e non portano a niente. Le cose si fanno con ordine, cercando di coinvolgere il territorio per tempo, non dopo che le cose sono fatte”.
Crede che Giuliani non sia stato aperto verso la politica locale?
“Io ho partecipato alle iniziative che lui ha promosso per il Frecciarossa a Orte. Sono andato al consiglio comunale che si fece alla stazione e so che anche il senatore Battistoni si era reso disponibile a portare avanti l’istanza, coinvolgendo anche Antonio Tajani. La stessa disponibilità credo che sia arrivata da Rotelli, Fusco, Panunzi e tutti gli esponenti politici del viterbese. Credo che tutti abbiano a cuore degli obiettivi che non sono del comune di Orte, ma dell’intero territorio, e per questo mi sento di dire che la partita del Frecciarossa non è ancora chiusa”.
Cosa si aspettava lei dal sindaco di Orte?
“Un atteggiamento di maggior compostezza e collaborazione, senza fare la caccia alle streghe o andare a cercare di chi è la colpa e di chi è il merito. Giuliani avrebbe dovuto essere il collante tra i vari attori istituzionali. Da quello che so, è stato accompagnato più volte a tavoli importanti, da Ferrovie dello stato ad altre sedi, per poter trattare e sostenere la tesi del Frecciarossa a Orte. Ora sparare a zero su tutti e accusarci di pensare solo alla poltrona mi fa chiedere da che pulpito venga la predica”.
Quindi è un problema di atteggiamento.
“Giuliani dovrebbe avere un’area politica di riferimento e poi, attraverso gli attori istituzionali, usare un approccio completamente diverso, che coinvolga e non aggredisca. Ma d’altronde questo modo di fare io l’ho già notato in altre occasioni”.
A cosa si riferisce?
“Quest’atteggiamento è lo stesso che io e altri sindaci abbiamo riscontrato sulla questione del parcheggio di Molegnano, dove Giuliani ha aumentato di punto in bianco le tariffe per i non residenti a Orte. Abbiamo chiesto due volte un incontro, ma a oggi nessuno ci ha mai ricevuto. È un po’ strano attribuire responsabilità agli altri quando ci si comporta così”.
Alessandro Castellani
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