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Viterbo - Presentato dai consiglieri d'opposizione per la gestione provvisoria e anche per l'annunciata scelta di rinunciare alla gara e concedere l'impianto 8 anni più 8 alla Fin

“Affidamento in perdita della piscina comunale”, esposto alla corte dei conti

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Viterbo - La piscina comunale

Viterbo – La piscina comunale

Viterbo – (g.f.) – “Per 5 mesi e mezzo la gestione Fin della piscina di Viterbo è costata all’erario comunale, fino al 31 dicembre 2019, quasi 228mila euro”. L’opposizione fa due conti e come aveva promesso, presenta un esposto alla Corte dei conti, per chiedere ai giudici di valutare se ci sia un danno erariale derivato nell’affidare provvisoriamente con questi criteri, la struttura.

Un conto, quello presentato da Barelli, Serra, Frittelli, Delle Monache, Ciambella, Ricci, Erbetti, Frontini, Antoniozzi, Chiatti, Notaristefano, destinato ad aumentare. Perché: “La situazione – è riportato nell’esposto – si è protratta nei mesi seguenti e si protrae a tutt’oggi, marzo 2020, essendo ancora vigente la convenzione di proroga, scadente solo all’atto dell’espletamento della procedura di evidenza pubblica per la concessione pluriennale dell’impianto”.

Il tempo passa. “A distanza di 10 mesi dalla delibera di affidamento provvisorio e nonostante la delibera del 26.9.2019 di consiglio comunale, con cui si approvavano le linee guida, a oggi nessun atto prodromico all’espletamento della procedura per l’affidamento della piscina è stato posto in essere”. La data è ferma a marzo, quando l’esposto è stato presentato.

“Continua a essere in vigore l’assegnazione provvisoria con le conseguenze negative e dannose per il comune di Viterbo”. Continuano le uscite: “Si trova a dover pagare oltre 40 mila euro ogni mese a fronte di nessun introito, con un evidente danno economico. A ciò si aggiunga che il regime di proroga indeterminata, aggravato dall’inerzia nella predisposizione di qualsivoglia atto per l’espletamento della procedura ad evidenza pubblica, pur in presenza delle linee guida, si appalesa ancora di più come illegittimo, nonché di ulteriore pregiudizio erariale nei confronti dell’amministrazione, che per il primo trimestre 2020 ammonterebbe ad ulteriori 125mila euro da sommarsi alle perdite precedenti”.

I consiglieri d’opposizione ripercorrono le tappe che hanno portato all’affidamento provvisorio, dopo che i precedenti gestori se ne sono andati. Era il 31 maggio 2019.

Un accordo definito dannoso, per gli impegni che palazzo dei Priori si è assunto. “Impegni e oneri per le casse del comune erano evidentemente sbilanciati in favore della Fin, concessionaria provvisoria”.

Alla società che gestisce vanno gli incassi, fanno notare dalla minoranza: “a fronte di un intervento pubblico del comune nel caso in cui tali entrate siano inferiori alle poche spese a carico della Fin, di fatto portando a zero il rischio di impresa. Tale sbilanciamento comportava e comporta un notevole esborso da parte del comune con conseguente danno per lo stesso”.

Il conto è lungo, Barelli e gli altri lo riassumono voce per voce: “La situazione contabile si può così riassumere: consumi energia elettrica 64.600 euro, consumi gas 48.600, euro acqua 10.000 mila”. Totale utenze, 123.200. In caso di differenza negativa tra costi e ricavi del gestore, in base all’accordo: “È il comune di Viterbo a ripianare lo sbilanciamento, fino alla concorrenza impegnata di euro 80mila euro.

Tale circostanza si è puntualmente verificata, in quanto in data 17.9.2019 la Fin ha trasmesso il rendiconto di gestione relativo al periodo 15 giugno – 31 agosto, dal quale emerge un dato sui costi per 147.930,58 euro e un dato ricavi pari ad 100.414,92 euro, con un saldo negativo di 47.515,66 euro, ovviamente a carico del comune di Viterbo”.

A conti fatti, una perdita mensile media di 41mila 406 euro (22.400 di utenze più 19.006 di gestione). Il che porta ai 227.734 iniziali.

Ma nel frattempo a palazzo dei Priori hanno deciso di rinunciare alle procedure a evidenza pubblica per la gestione, stavolta definitiva della piscina, dandola in concessione alla Fin. “Tale procedura genera negli scriventi forti dubbi riguardo la legittimità delle modalità per la regolare individuazione del contraente da parte della pubblica amministrazione”.

Non solo: “Le nuove condizioni proposte appaiono, se possibile, ancora più svantaggiose di quelle dell’attuale gestione provvisoria”. L’indirizzo dato alla giunta è per un affidamento diretto di 8 anni, rinnovabili per altri 8.

“Il canone annuo non dovrà essere inferiore ad 12.000 euro, tutto ciò in assenza di alcun parametro economico patrimoniale di riferimento. Trascurando l’unico riferimento oggettivo e cioè il canone annuale corrisposto dalla precedente concessionaria, pari a 64mila euro.

La quantificazione del canone attuale proposto, pari a meno di un quinto di quella precedente, appare in tutta evidenza incomprensibile, inadeguata, nonché fonte di un’ulteriore perdita economica per le casse comunali”.

Nella precedente gestione erano previsti investimenti consistenti da parte del gestore: “Invece nella proposta di nuova deliberazione nulla è previsto in merito a investimenti o manutenzione straordinaria a carico del concessionario.

Tuttavia non è difficile ipotizzare, per la particolare tipologia degli impianti tecnologici a servizio della piscina, che nel corso dei 16 anni di concessione proposti, la struttura necessiterà naturalmente di programmi d’interventi di manutenzione straordinaria, sia di carattere conservativo che di adeguamento, costi che la proposta prevede anch’essi a carico del comune”.

Scelte che, ritengono i rappresentanti d’opposizione: “Non portano alcun vantaggio per la cittadinanza, a fronte invece di una evidente perdita economica per la pubblica amministrazione”. Ai giudici contabili, chiamati in causa, valutare a conti fatti, quale sia la situazione.


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30 maggio, 2020

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