Viterbo – Il Coronavirus ha contagiato anche un militare della Guardia di finanza di Viterbo. Ha scoperto di essere infetto nell’ambito dell’indagine regionale di sieroprevalenza che sta coinvolgendo tutte le figure maggiormente esposte al virus: dai medici agli infermieri alle forze dell’ordine. In meno di venti giorni i laboratori degli ospedali di Belcolle e di Civita Castellana hanno analizzato più di 3mila test e su 52 (l’1,62%) sono stati trovati gli anticorpi al Covid, il che vuol dire che i pazienti sono entrati in contatto con il virus. Sottoposti al tampone, solo due sono risultati positivi. L’infezione era ancora in corso su un operatore sanitario di Belcolle e su un finanziere di Viterbo.
Colonnello Andrea Pecorari, comandante provinciale della Guardia di finanza, come sta il militare?
“Fortunatamente bene. È in convalescenza a casa ed è asintomatico. Se non fosse stato per l’indagine sierologica, molto probabilmente non avrebbe mai saputo né si sarebbe mai accorto di aver contratto il Coronavirus”.
Ora qual è la situazione in caserma?
“Il collega ha fatto solo servizio interno, ovvero lavorava in ufficio. Ovviamente sono state avviate le procedure di sanificazione dei locali, che dovrebbero terminare sabato. Sembrerebbe essere un caso totalmente isolato, da cui non dovrebbe derivare nessun altro contagio”.
È l’unico finanziere positivo quindi?
“Al momento sì. Gli altri test sierologici, infatti, hanno dato esito negativo. E ciò un po’ ci tranquillizza”.
Per altri colleghi è scattato l’isolamento domiciliare?
“Per ora non è stato ritenuto necessario. Ma noi, come ulteriore misura prudenziale, abbiamo maggiormente inibito l’uso promiscuo dei locali”.
Pure la Guardia di finanza è in prima linea in questo periodo d’emergenza. Siete preoccupati per la vostra salute?
“È inevitabile anche se, nei limiti del possibile, usiamo moltissime precauzioni. Nei momenti di difficoltà, come lo è questo della pandemia, dobbiamo continuare a rispondere ‘presente’ e a fare il nostro dovere. Siamo consapevoli che non ci possiamo, né ci vogliamo, tirare indietro. Il Coronavirus è un rischio diverso, ma potenzialmente è come quelli che affrontiamo in periodi normali”.
Raffaele Strocchia
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