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Cronaca - I dialoghi tra il consigliere del Csm e il pubblico ministero indagato a Perugia nelle carte pubblicate dalla Verità e protagoniste ieri sera di Quarta Repubblica

Anche il magistrato viterbese Mancinetti nelle chat del pm Luca Palamara

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Il giudice Marco Mancinetti

Il giudice Marco Mancinetti

Viterbo – Anche il magistrato viterbese Marco Mancinetti (non indagato) nelle chat del pm Luca Palamara spuntate dalle carte dell’inchiesta della procura di Perugia, pubblicate dalla Verità. Come ha sottolineato ieri sera a Quarta Repubblica Nicola Porro, ricordando la campagna stampa della Verità.

Campagna che sta scuotendo i vertici del Csm.

Marco Mancinetti da luglio 2018 è membro del Consiglio superiore della magistratura. Classe 1962, maturità al liceo scientifico Ruffini e laurea in giurisprudenza alla Sapienza. Mancinetti, dal 1996 magistrato a Roma, è stato prima giudice penale, poi gip e gup. 

Tra le chat depositate: “Uno dei file più significativi – riporta il quotidiano La Verità – è quello con i messaggi scambiati da Palamara con il consigliere Marco Mancinetti, da lui soprannominato ‘ciccino’, amico e compagno della corrente centrista di Unicost, Unità per la costituzione”.

Palamara, sempre secondo La Verità, articolo di gennaio 2020, qualche tempo addietro, si sarebbe interessato al figlio di Mancinetti per l’ammissione con test alla facoltà di medicina dell’università cattolica del Buon Consiglio di Tirana in Albania, convenzionata con Tor Vergata.

Palamara commenta ad esempio con Mancinetti l’articolo con cui Il Fatto Quotidiano, a settembre 2018, annunciava l’inchiesta perugina sul suo conto.

Mancinetti, riporta La Verità, prova a rincuorarlo: “Capisco la tua amarezza, ma tutto passa. Stai tranquillo”. Dopo di che gli ricorda di averlo già messo in guardia in passato sulla persona di cui parlano: “Beh, ma te lo abbiamo detto da anni tutti”.

In un’altra chat riportata dal quotidiano, Mancinetti chiede a Palamara di intervenire per lui col presidente del tribunale: “Gliela devi presentare come una tua preoccupazione, gli devi buttare là di mandarmi al civile (…) devi dire che non va bene che io vada al riesame, non va bene come orari e cadenze. Poi non va bene come tappabuchi, quindi gip che è posto mio dovuto”. E Palamara promette di pensarci.

A proposito di un magistrato che Mancinetti osteggia e teme possa venire nominato presidente della corte di cassazione: “È un disastro ambulante, una catastrofe”. E ancora: “Lo dovete asfaltare, è un matto”. Ma Palamara, stando a quanto scrive La Verità, lo avrebbe rassicurato con questo messaggio: “Decidiamo io e te”.

E quando Mancinetti è preoccupato per il posto di consigliere al Csm, Palamara gli risponde: “La primaria esigenza è blindare te, il resto m’interessa poco”.

In un’altra conversazione Mancinetti sponsorizza un’altra collega per un posto in cassazione: “Luca dobbiamo portarla al Massimario… lo stramerita”. Poi, sempre secondo La Verità, suggerisce due colleghi come presidenti di sezione del tribunale di Roma, una dei quali viene nominata, oltre a movimenti fuori dal Lazio.

Quindi un’altra magistrata, da piazzare come vicecapo al ministero: “A lei la conferma anche la destra… se vince Berlusconi, lei rimane. Lei (riferendosi a Unicost, ndr) la corrente la deve aiutare”.

In un’altra chat riportata dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, Mancinetti prende di mira una magistrata segretaria del Csm: “Lei è libera di fare quello che vuole, ma sta lì a 2200 euro al mese in più da cinque anni grazie ai voti di Unicost Roma. Questo è intollerabile. Lei se ne deve andare da lì”. Dopo di che lei è tornata a fare il giudice.

A fine aprile 2018, secondo le carte di Perugia riprese dalla Veritá, Palamara invita Mancinetti al suo compleanno a casa di una consigliera del Csm in quota Sel, informando l’amico che si tratta di “un gruppo ristretto”. Appena diventato consigliere, Mancinetti si lamentarà con Palamara di non essere stato invitato a una cena del 17 ottobre 2018 tra i neo-consiglieri dalla stessa consigliera. “Io mai invitato, è un affronto grave (…) ma va bene così”, commenta.


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26 maggio, 2020

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