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Viterbo - Comune - Entrato al posto di Frittelli il consigliere ha chiesto di passare al gruppo Pd, risposta negativa della capogruppo - Furioso Alvaro Ricci, duro attacco di Serra (Viterbo dei cittadini)

Luisa Ciambella sbatte la porta in faccia a Mario Quintarelli

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Consiglio comunale in videoconferenza - Mario Quintarelli

Consiglio comunale in videoconferenza – Mario Quintarelli

Consiglio comunale in videoconferenza

Consiglio comunale in videoconferenza

Consiglio comunale in videoconferenza - Alvaro Ricci

Consiglio comunale in videoconferenza – Alvaro Ricci

Viterbo – Luisa Ciambella, capogruppo Pd in comune sbatte la porta in faccia a Mario Quintarelli.

Il consigliere, entrato ieri al posto di Patrizia Frittelli nel gruppo “Viterbo dei Cittadini”, ha chiesto di passare al Partito democratico. Il suo partito, del quale ha la tessera.

Ma ha trovato l’ingresso sbarrato da Ciambella. Che però precisa: “La mia è un’apertura totale”. Marini perse le elezioni da sindaco con lo slogan: “per cambiare non cambiare”, a distanza di 7 anni arriva la nuova versione: “per aprire non aprire”.

Ciambella vuole un chiarimento politico. A due anni dalle elezioni, quando il partito andò in ordine sparso alle comunali, per la capogruppo la ferita è ancora aperta.

Deluso Alvaro Ricci (Pd): “Sono in disaccordo, Quintarelli è iscritto al Pd, la sospensione per avere partecipato alle elezioni con un’altra lista è superata. Questo è un atteggiamento di autoconservazione da parte della mia capogruppo”.

Autoconservazione forse di una posizione.

Se dovesse arrivare Quintarelli, il Partito democratico conterebbe tre consiglieri: Ciambella, Ricci e Quintarelli. Probabilmente, visti i rapporti non idilliaci, Ciambella rimarrebbe capogruppo per circa dieci minuti, prima d’essere sfiduciata dai suoi colleghi. Dovrebbe essere la normalità in politica. Fasi che passano, poi ne arrivano altre. 

Invece, adesso ha il 50% delle quote che le consente di rimanere a capo sostanzialmente di se stessa, visto la distanza siderale che ormai la divide da Ricci. Ciambella non può più contare su Martina Minchella, voluta dalla sua area politica, eletta nel Pd e poi passata a Fratelli d’Italia.

E se Ricci attacca, pure Francesco Serra non risparmia critiche: “Stendo un velo pietoso sulle considerazioni di Luisa Ciambella, che vive bene nella sua autosufficienza”.

Atteggiamento bocciato. “Quella di Ciambella è una posizione opposta rispetto al Pd – incalza Ricci – che è d’inclusione. Come si fa a non far entrare un collega iscritto? Non mi pare che sia mai accaduto di una adesione non accolta, oltretutto verso un gruppo che da tre si è ridotto a due. Una brutta pagina”.

Nei progetti non c’era solo di far entrare Mario Quintarelli, ma accettare pure il ritorno di Francesco Serra (Viterbo dei Cittadini) e Lina Delle Monache (Obiettivo comune), per comporre un gruppo dignitoso, anche numericamente.

Ma la capogruppo fa da se, pensando di fare per tre. “Io rispondo agli elettori – dice Ciambella – le dichiarazioni di Ricci restano lì e non avranno risposta, non mi faccio trascinare su terreni che non hanno ragione di esistere.

Non ho in animo di alimentare polemiche che non esistono e che non mi appartengono”.

Il suo (più o meno) collega di partito allora prova a sollecitarla su un altro terreno: “La tua fede cristiana, Luisa, ti dovrebbe portare a perdonare gli errori”. Silenzio. Nessuno assolto.

Giuseppe Ferlicca


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8 maggio, 2020

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