Terni – (sil.co.) – Rapina a mano armata dell’11 marzo in un supermercato di Terni, teme di avere il Coronavirus uno dei due fratelli arrestati per il colpo all’Emi.
In carcere da fine aprile, quando è stato arrestato assieme al presunto complice, il trentenne, d’origine calabrese, fa sapere, tramite il difensore Giacomo Marini, di avere da dieci giorni tosse e febbre alta. “Ma nessuna verifica anti-Covid è stata fatta”, dice il legale.
Attualmente è ricoverato nel reparto infermeria del carcere di Sabbione. Come da prassi, al momento dell’ingresso nella struttura penitenziaria, è stato sottoposto a tampone per la verifica di un eventuale contagio da Covid19.
Il test ha dato esito negativo, ma le condizioni di salute del trentenne sarebbero peggiorate dopo l’arresto, in particolare dopo il decesso in carcere di un altro detenuto.
“Scriverò alla direzione del carcere per chiedere che vengano prese tutte le misure del caso”, spiega l’avvocato Marini. “Se il mio assistito dovesse avere dei danni da questa situazione, siamo pronti a chiedere un risarcimento per quanto eventualmente non sia stato fatto per garantire la salute di questo ragazzo”.
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