Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 1 giugno del 1270 Raniero Gatti, su consiglio di san Bonaventura, decise che era arrivato il momento di serrare le porte di Viterbo, radunare tutti i cardinali presenti in città e che da tre anni non riuscivano a decidere il nome del futuro papa e chiuderli a chiave (“cum clave”) nell’aula dell’elezione all’interno del palazzo Papale scoperchiandone il tetto: così, grazie all’intuizione di Bonaventura e del nostro capitano del popolo, nacque il conclave, ossia il meccanismo che ancora oggi governa ogni elezione al soglio pontificio, ratificato da papa Gregorio X, il pontefice eletto nel conclave viterbese, con la Costituzione apostolica Ubi Periculum.
Venti giorni dopo, ossia oggi ma 750 anni fa, i magistrati viterbesi si mossero a pietà e pur mantenendo i cardinali in stretta clausura, impedendo loro di uscire dal palazzo, permisero ai porporati di potersi muovere liberamente all’interno del palazzo stesso.
In occasione del settecentocinquantenario, la città ha deciso di ricordare questo momento che ha segnato non solo la storia di Viterbo ma dell’intera umanità, con l’inaugurazione di un museo interattivo sito all’interno del palazzo Papale: il visitatore potrà assistere a uno spettacolo interamente modulato su videoproiezioni e voci recitanti, e la tecnica della riproduzione olografica permetterà a cittadini e turisti di vedere materializzarsi davanti ai propri occhi i protagonisti di questa affascinante storia che narreranno gli eventi in prima persona, e potranno anche assistere allo scoperchiamento virtuale del tetto.
Per una curiosa e felice coincidenza che vede questo importante anniversario fondersi con l’imminenza dell’anno dantesco, è anche stato immaginato un interessante percorso turistico-culturale.
Partendo dalla chiesa del Gesù, (dove Enrico di Cornovaglia, presente a Viterbo nel 1271 per via dell’elezione papale, fu trucidato durante la messa da Guido e Simone di Monfort, posti da Dante nel girone infernale dei violenti al canto XII della Divina commedia), si arriverà a toccare le sorgenti del Bulicame, che Dante paragona al fiume infernale Flegetonte.
Non potrà mancare una visita al museo civico, che conserva il sarcofago nel quale, secondo alcuni, furono conservate le spoglie dell’arcivescovo Ruggieri (il nemico del conte Ugolino che Dante ricorda nel canto XXXIII dell’Inferno), e con l’occasione i visitatori potranno anche immergersi nel nuovo allestimento del museo, che, abbandonando l’idea di un’esposizione asettica, ha riorganizzato i pezzi in proprio possesso raccontando tutto l’arco temporale che va dalla nascita della nostra città ai giorni odierni.
Nel parco del Bulicame sarà possibile, in notturna, assistere a una serie di “lecturae Dantis” che vedranno protagonisti alcuni tra i più bei nomi del teatro italiano.
Nel quartiere medievale di San Pellegrino riaprono per l’intero mese le taverne medievali, dove sarà possibile immergersi totalmente nella Viterbo di 750 anni fa, grazie anche a un ricco cartellone di spettacoli di strada che vanno dal teatro di narrazione (per i più piccoli) agli spettacoli musicali, senza ovviamente dimenticare giocoleria, spettacoli di magia, mangiatori di fuoco e giullari.
Per via dell’emergenza Covid, si ricorda che gli accessi sono solo su prenotazione e che saranno applicate tutte le norme di sicurezza e di distanziamento vigenti.
Per chi si stia chiedendo quanto sia costato alla collettività tutto questo, la risposta è semplice: nulla. Perché nulla di tutto questo è vero. Nulla di tutto questo è stato fatto, e nulla d’altro è stato previsto. O peggio: venerdì è stato dato l’annuncio di un evento, presumibilmente inventato in fretta e furia, per cancellarlo il giorno successivo, rimodulandolo come evento privato da diffondere online.
Vedremo, anzi i più giovani vedranno, come si intenderà procedere per l’ottocentenario. Per il momento, la città può continuare a dormire indisturbata godendosi in assoluta tranquillità la lunga, mortale, vergognosa quiete che l’assenza di qualsiasi iniziativa legata a queste ricorrenze garantisce.
Buonanotte e sogni d’oro.
Alfonso Antoniozzi
Consigliere comunale Viterbo 2020
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