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Il giornale di mezzanotte - Ambiente - Semaforo verde della protezione ambientale sui dati microbiologici della Tuscia - Solo cinque zone al mare sono interdette ma per motivi diversi dall'inquinamento - MAPPE

Acque idonee alla balneazione – Ok dell’Arpa a Tarquinia, Montalto e laghi di Vico e Bolsena

di Samuele Sansonetti
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Arpa Lazio - Le acque idonee alla balneazione nel comune di Tarquinia

Arpa Lazio – Le acque idonee alla balneazione nel comune di Tarquinia

Arpa Lazio - Le acque idonee alla balneazione nei comuni di Caprarola e Ronciglione

Arpa Lazio – Le acque idonee alla balneazione nei comuni di Caprarola e Ronciglione

Arpa Lazio - Le acque idonee alla balneazione nel comune di Montefiascone

Arpa Lazio – Le acque idonee alla balneazione nel comune di Montefiascone

Tarquinia – Nella Tuscia, mare o lago che sia, si può fare il bagno.

A certificarlo è l’Arpa Lazio con il monitoraggio delle acque di balneazione che coinvolge tutto il territorio regionale.

La normativa classifica le acque di balneazione secondo quattro categorie (scarsa, sufficiente, buona ed eccellente) che vengono calcolate in base ai dati microbiologici delle quattro stagioni balneari precedenti a quella in corso.

Tutti i punti di rilevazione devono essere definiti almeno “sufficienti” ma è possibile che le acque siano temporaneamente classificate come “scarse”. In questo caso le regioni devono correre ai ripari con alcune misure anti inquinamento.

I tratti di mare e i due laghi della provincia di Viterbo al momento possono dormire sonni tranquilli, dal momento che tutti i campionamenti danno l’ok alla balneazione.

A Tarquinia risultano idonei otto punti su undici (cancello numero 4, 2000 metri a sinistra del fiume Marta, stabilimento Torre del sole, deposito barche camping Tuscia Tirrenica, fosso dei Giardini, Porto Clementino, San Giorgio e 300 metri a destra del fiume Mignone) mentre a Montalto di Castro sei su otto (Costa selvaggia, camping degli Amici, fosso del Tafone, bar Gabbiano, Il tombolo e fosso Arrone). Cinque invece le zone rosse: poligono militare, foce del fiume Marta e 400 metri a destra della foce del fiume Marta per Tarquinia, polo industriale e foce del fiume Fiora per Montalto di Castro, ma in tutti i casi le aree risultano interdette per motivi diversi dall’inquinamento (zone portuali, militari o foci di corsi d’acqua).

Via libera al 100% invece alle acque dei laghi. Nessun problema al lago di Vico nei cinque punti di rilevazione tra Caprarola (lido Fogliano e ristorante La belle Venere) e Ronciglione (500 metri a sinistra di punta del Lago, ristorante San Souci e Riva fiorita) così come al lago di Bolsena, nei 28 punti di rilevazione tra Bolsena (fosso Imbuto, fosso della Piantata, fosso di Barano, fosso della Cavallaccia, Le Naiadi, Lido camping, 500 metri a destra del fosso Melona e allacciamento strada Sant’Antonio), Capodimonte (fosso del Tavolino, camping San Lorenzo, 250 metri a destra di punta San Bernardino e 400 metri a destra di fosso Spinetto), Gradoli (San Magno, fosso Val di Lama, Casale Peschiera e fosso della Scopia), Grotte di Castro (ristorante Silvano), Marta (La rotonda, Marta e Villa Sciacca), Montefiascone (casale Gabelletta, fosso del Bronzino, distributore carburante, punta Pinzale e località Kornos) e San Lorenzo nuovo (fosso il Fiume, camping Nerone e fosso del Ponticello).

Samuele Sansonetti


Multimedia: Fotogallery: Le acque della Tuscia idonee alla balneazione


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4 giugno, 2020

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