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Viterbo - Comune - Disastro in quarta commissione, la maggioranza annaspa - La delibera d'affidamento alla Fin non si può discutere, va contro il regolamento che è appena stato modificato

Il centrodestra affonda nella piscina comunale

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - La piscina comunale

Viterbo – La piscina comunale

Viterbo – Il centrodestra affonda nella piscina comunale ed esce con le ossa rotte dalla quarta commissione che stamani doveva dare l’ok alla delibera per istituire il centro federale Fin all’impianto natatorio.

Ma la discussione è stata bloccata ancora prima d’iniziare dal sindaco Giovanni Arena. Per approfondimenti ha chiesto di rinviare.

La delibera così com’è stata presentata non va bene. In pratica la proposta, come fanno notare dall’opposizione in diversi, tra cui Giacomo Barelli (Forza Civica) e Alvaro Ricci (Pd), contrasta in maniera evidente con il regolamento per la gestione degli impianti sportivi. Quello che era appena stato modificato, includendo la possibilità d’istituire centri federali.

Tuttavia la piscina è rimasta, nell’allegato del regolamento, struttura a rilevanza economica. Da assegnare tramite procedura pubblica e non in modo diretto.

Un bel pasticcio. Non di poco conto. E dire che pure dalla maggioranza qualche avvertimento era arrivato. Sergio Insogna (Fondazione) aveva votato no alla modifica al regolamento, ritenendola non utile in quei termini. Stamani Insogna lo ha ricordato in commissione.

Lo stesso capogruppo Santucci aveva chiesto più tempo per discutere, in capigruppo quando sono state stilate le date di commissione e consiglio da dedicare alla piscina comunale. Inascoltato pure lui. Come del resto altri esponenti di maggioranza che avevano dubbi e che stamani, parlando col primo cittadino prima dell’inizio lavori, lo hanno indotto a intervenire, per chiedere il rinvio della discussione della pratica. 

Perché si tratta di forma, che nelle procedure vale quanto la sostanza, se non di più.

Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) prova a spiegare le sue perplessità. Che dovrebbero essere le stesse dei consiglieri chiamati a votare.

“È stato modificato il regolamento – spiega Antoniozzi riferendosi all’introduzione dei centri federali – poi è arrivata la delibera che affida la piscina alla Federazione italiana nuoto per farne un centro federale.

Poi si scopre che la delibera sbatte contro il regolamento e allora noi andiamo a modificare il regolamento. Ovvero, stiamo modificando una norma generale in nome di un interesse particolare, chiaramente esplicitato. È qualcosa di legittimo o no?”.

La domanda è per il dirigente Celestini, ma la connessione va e viene e così la risposta arriverà per iscritto.

Nella sostanza, introdurre la possibilità d’istituire un centro federale nel regolamento può essere visto in astratto, seppure centro federale e affidamento a Fin siano andati anche di pari passo. Tanto che una prima proposta prevedeva modifica al regolamento e delibera d’affidamento. Poi spacchettate.

Adesso il regolamento è stato modificato, è arrivata la delibera per affidare l’impianto natatorio alla Federazione italiana nuoto, ma cozza ancora col regolamento, perché la piscina, è scritto, deve essere affidata tramite gara.

Allora è necessario rivedere quella parte specifica del regolamento. Sapendo già in funzione di cosa si andrà a effettuare la modifica: il centro federale Fin, per il quale la delibera è stata presentata. Questo il dubbio di Antoniozzi e relativa domanda: “Stiamo facendo cosa lecita o no?”.

Arriva una risposta: il consiglio comunale è sovrano. “Ma il consiglio comunale – ribatte Barelli – non è sovrano di decidere cose illegittime…”.

Alla fine, Alvaro Ricci (Pd) propone il ritiro della delibera. S’innesca una discussione che va per le lunghe, col risultato che Ricci la sua proposta la ritira: “Era una richiesta di buonsenso, andava anche incontro alla maggioranza. Ma sapete che c’è? La ritiro”.

Votato il rinvio, nel caos del collegamento telematico, anche un errore di conteggio. Oggi non si sono fatti mancare nulla.

Giuseppe Ferlicca


– Piscina comunale alla Fin per 8 anni a 12mila euro annui


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29 giugno, 2020

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