Viterbo – Falli di gomma e vibratori al sito etrusco dell’Acquarossa.
L’area è spesso oggetto di scarico abusivo di tutti i tipi di rifiuti, ma tra quelli ritrovati ieri da Viterbo Clean up ce ne sono stati alcuni decisamente atipici.
Falli di gomma e vibratori, ma anche uno speculum vaginale, sono soltanto alcuni degli oggetti erotici che qualcuno ha deciso di buttare al sito etrusco. Magari non sapendo come disfarsene.
D’altronde il dubbio è lecito: vanno nella plastica o nell’indifferenziato? Chiamare Viterbo ambiente per avere delucidazioni poteva essere imbarazzante. “Allora ok – devono aver pensato gli autori del gesto – lanciamo tutto in un sito archeologico, magari qualcuno li scambia per reperti antichi”.
E via la busta dal finestrino che però non è sfuggita agli operatori dell’organizzazione ambientale.
“Finalmente possiamo dire quale sia l’oggetto più strano che abbiamo mai trovato” dichiarano i volontari di Viterbo Clean up.
Il loro commento non lascia spazio a mezzi termini.
“Chiaramente – scrivono – una testa di cazzo non poteva che buttare una busta piena di cazzi! Ps: Se a qualcuno interessa abbiamo messo da parte il pugno”.
Il pugno a cui si riferiscono è un oggetto usato nei giochi erotici più estremi e che si trovava nella stessa busta.
Il web, di fronte al post Facebook pubblicato da Viterbo Clean up, si è indignato ma si è anche scatenato in commenti a doppio senso di tutti i tipi. Quale occasione più ghiotta.
“Vi è proprio capitata una giornata del cazzo per pulire” scrive Filippo. “Ce n’è per tutti gusti – commenta invece Daniela -. Il lockdown è finito, i passatempo non servono più”.
“Addirittura noto uno speculum vaginale. Un ginecologo mancato?” si chiede Cristiana. “Per averli buttati – ipotizza Mammo Rappo – l’unica spiegazione è che se so comprati un cavallo”.
Ma qualcuno propone un’ipotesi storica. “In un sito etrusco – sostiene Anna – sono senza dubbio delle statuette votive”.
Nonostante l’ironia che può aver suscitato la scoperta, si tratta comunque di rifiuti abbandonati abusivamente nell’ambiente e che i volontari che da anni si occupano di ripulire le aree di degrado della Tuscia, hanno provveduto a smaltire.
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