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Viterbo - I giudici amministrativi chiedono più documenti alle parti - Udienza rinviata al 27 ottobre

Orto botanico, l’università ricorre al Tar contro il supervincolo della soprintendenza

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Viterbo - Orto botanico

Viterbo – Orto botanico

Viterbo – Ricorso dell’università della Tuscia contro il supervincolo della Soprintendenza, al via l’istruttoria al Tar del Lazio. Sì è aperta tramite collegamento in videoconferenza da remoto il 21 aprile davanti ai giudici amministrativi che hanno rinviato l’udienza al 27 ottobre chiedendo nel frattempo l’acquisizione di ulteriori documenti.

L’Unitus, come è noto, chiede l’annullamento, previa sospensiva, del decreto del Mibact del 25 luglio 2019, recante la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area denominata “Dal Bullicame e Riello alle Masse di San Sisto” nella parte in cui include le zone di proprietà dell’Università degli Studi della Tuscia, tra cui l’area dell’orto botanico, nell’ambito del vincolo paesaggistico.

Oltre all’università, hanno presentato ricorso contro il vincolo anche l’Associazione nazionale costruttore edili (Ance), la società Free Time (per le limitazioni alla struttura termale in zona Paliano) nonché il Comune con una doppia procedura, davanti al Tar accodandosi alla Free Time e con istanza al presidente della repubblica.

Secondo l’università “non sussistono i presupposti prescritti dalla predetta disposizione di legge in quanto l’ampia area in questione non ha le caratteristiche peculiari del paesaggio agrario tradizionale e ‘non rappresenta un aspetto percettivo scenico e panoramico rilevante’, per cui l’assoggettamento a vincolo finirebbe per penalizzare gravemente i contrapposti interessi pubblici allo sviluppo culturale ed all’attività di ricerca scientifica condotta”.

Secondo il Mibact, invece, la nuova dichiarazione di notevole interesse pubblico non aggraverebbe la posizione della ricorrente “che, comunque, deve sottoporre qualunque intervento sull’area in questione al previo parere della competente Soprintendenza” e, pur ammettendo la sostanziale disomogeneità del territorio, afferma la necessità di estendere il vincolo a tutte le aree circostanti per “assicurare la conservazione dei valori espressi dagli aspetti e caratteri peculiari del territorio considerato nella sua unitarietà” in quanto “lo stralcio dell’area di proprietà dell’Università degli Studi della Tuscia comporterebbero una destrutturazione dell’area ed una sottrazione non coerente con gli obiettivi conservativi prefissati (…) creando un fattore di discontinuità e pregiudizio per la conservazione e valorizzazione del territorio”.

Il Tar, rinviando all’udienza pubblica del 27 ottobre, chiede alle parti chiarimenti in merito alla “modifica del regime autorizzatorio conseguente all’imposizione del nuovo vincolo rispetto a quelli già esistenti e derivanti da Nta del Ptpr o altri strumenti di pianificazione urbanistico-paesistico-territoriale-demaniale etc o altre prescrizioni derivanti da vincoli comunque gravanti su tare area”.

Per quanto riguarda in particolare il profilo sostanziale: “Documentazione (grafica, fotografica, filmica etc.) adeguatamente rappresentativa della localizzazione dell’area in questione (non indicata nelle rappresentazioni grafiche prodotte), indicandone il perimetro con colore rosso, rappresentazione complessiva e da diversi punti di vista dell’effettivo stato dei luoghi, rappresentazione dei panorami dalle diverse visuali interessate dal vincolo; ogni ulteriore elemento utile a chiarire il particolare valore paesaggistico-ambientale espresso dall’area in questione”.


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3 giugno, 2020

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