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Gradoli - Il pescatore Mauro Dottarelli racconta come ha provato a salvare la vita del 36enne, morto folgorato ieri pomeriggio nel lago di Bolsena - FOTO - VIDEO

“Quando sono arrivato Rizzo era già morto e il suo amico era sotto choc…”

di Francesca Buzzi
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Gradoli – “Quando sono arrivato Gianni Rizzo era già morto e il suo amico era terribilmente sotto choc, non si era nemmeno reso conto…”. Mauro Dottarelli racconta con la voce rotta dalla tristezza quei pochi attimi in cui ha provato a salvare la vita del pescatore 36enne, morto ieri pomeriggio nel lago di Bolsena.

Gianni Rizzo è stato sbalzato fuori dalla barca in cui si trovava con il suo amico dalla forza di un fulmine che ha colpito probabilmente la canna da pesca che aveva in mano. Erano le 16,30 circa.


Gianni Rizzo

Inutili i soccorsi che si sono attivati per strappare alla morte il 36enne di Rovigo. Inutile l’intervento di Mauro Dottarelli, uno dei pescatori più esperti della zona, forse il più esperto di tutti. Negli anni di incidenti in barca ne ha visti molti. Parecchi, per fortuna, finiti bene. Alcuni no, come quello di lunedì pomeriggio.

“Quando il fulmine ha colpito la barca – racconta Dottarelli -, mi hanno chiamato subito perché sanno che ho dimestichezza di certe cose. Sono partito immediatamente, ma purtroppo appena sono arrivato ho visto che il ragazzo era già morto. L’altro (l’amico di Rizzo, originario di Frosinone ndr) era sotto choc e non si era nemmeno accorto che fosse già senza vita. Provava a tenerlo alzato, ma non c’era più niente da fare…”.


Mauro Dottarelli, il pescatore che ha tentato di salvare la vita a Gianni Rizzo


Mauro Dottarelli afferra entrambi i ragazzi e li porta a riva più in fretta che può. Poi intervengono i soccorritori, il 118 e i carabinieri, ma Gianni Rizzo è già morto. Dottarelli, pescatore da una vita, non è la prima volta che interviene in una situazione simile, eppure anche per lui stavolta quello che è successo ha dell’incredibile.

“Non mi era mai capitato di vedere un fulmine colpire così un pescatore – dice -. Alcune volte ho soccorso persone che annegavano perché la barca si rovesciava o aveva un problema. Ma mai per un fulmine in questo modo”.


Multimedia: Fotocronaca – Muore folgorato al lago di Bolsena – video


Oggi Mauro ha anche incontrato i familiari di Gianni Rizzo. I genitori e la moglie sono venuti a Gradoli da Rovigo, la città in cui vivono e nella quale era nato il 36enne. 

“Ci siamo scambiati poche parole – racconta dispiaciuto -. In questi casi non si sa mai cosa dire. Immagino il loro dolore, mi dispiace di non aver potuto fare di più. Tra l’altro quel ragazzo lo conoscevo pure un po’, perché io ho un ristorante qui e lui spesso veniva a mangiare o a prendersi le cose da portarsi in barca quando andava a pescare”.

Rizzo, appassionato di pesca sportiva era un imprenditore nel settore con l’azienda T3 distribution, importatore e distributore per l’Italia dei prodotti St. Croix, Black Flagg, Damiki, Duo, Keitech, Lew’s, Tow, Valkein, Vanfook, Frogg Toggs. Era molto conosciuto e stimato anche perché aveva già vinto molte gare.

La salma dovrebbe essere riconsegnata alla famiglia a breve e già domattina ripartire per Rovigo dove saranno celebrati i funerali.

 


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9 giugno, 2020

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