Civita Castellana – Avevano messo in piedi un poliambulatorio irregolare nel cuore della cittadella della salute di Civita Castellana, pubblicizzandolo anche con una bacheca apposta nella sala d’aspetto.
La Guardia di finanza, nell’ambito dell’operazione Panacea, ha denunciato sedici medici appartenenti sia ad Asl del Lazio che dell’Umbria. Specialisti e medici di famiglia, con questi ultimi che, “oltre ad aver consentito l’esercizio non autorizzato ai loro colleghi specialisti – spiegano le fiamme gialle -, sono venuti meno ai loro obblighi di medici convenzionati con il sistema sanitario nazionale. In particolare, gli è stato riconosciuto per anni, dalla competente Asl, lo status di ‘unità di cure primarie’ che comporta, tra l’altro, l’erogazione in favore dei singoli medici di un’indennità superiore a mille euro al mese variabile a seconda del numero degli assistiti”.
Gli specialisti (dall’oculistica alla ginecologia), invece, erano “dipendenti – fa sapere la Finanza – di strutture pubbliche e non era autorizzati dalle proprie Asl allo svolgimento di attività privatistica, tanto che percepiscono indennità di esclusiva”.
I sedici medici sono stati denunciati, a vario titolo, per truffa aggravata, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, uso di atto falso, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità o su qualità personali proprie o di altri e per aver violato il testo unico delle leggi sanitarie.
Una truffa che, secondo le indagini della Guardia di finanza, supera i tre milioni di euro e sarebbe stata perpetrata per anni. “I medici ospedalieri – spiegano le fiamme gialle – hanno la possibilità di esercitare privatamente la propria professione ma, per farlo, sono soggetti a un’autorizzazione del proprio ente di appartenenza. L’esclusività del rapporto d’impiego viene premiata da un’indennità compresa tra i 1065 e i 1421 euro al mese. Nel caso di svolgimento della libera professione, invece, sono tenuti a versare una percentuale di quanto riscosso dai pazienti all’ente di appartenenza”.
Ed è qui che sta la presunta truffa, che avrebbe portato a un conseguente danno erariale sul quale sta indagando la procura della corte dei conti. “Inoltre – conclude la Finanza – l’autorizzazione da parte della Asl può essere concessa esclusivamente per prestazioni erogate in studi medici privati e non in quelli convenzionati con il sistema sanitario nazionale”. Come invece lo è la cittadella della salute.
L’operazione Panacea, coordinata dalla procura di Viterbo, è stata condotta dalla Guardia di finanza di Civita Castellana e ha visto la collaborazione dell’ufficio di controllo della direzione generale della Asl di Viterbo e della Regione Lazio.
– Scoperto poliambulatorio “irregolare”, denunciati 16 medici
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