Viterbo – “Scandaloso che a luglio non sappiamo cosa succederà ad agosto, che non ci sia ancora un cartellone. Scandaloso non sapere il destino della macchina di Santa Rosa”. Sull’organizzazione, ammesso che una ce ne sia, delle manifestazioni estive da parte del comune, Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) è un fiume in piena. Per l’assenza di risposte alla minoranza e alla città, su eventi che guardando il calendario, dovevano già essere partite. Finora, una sola certezza e in negativo. Caffeina emigrata al castello di Santa Severa.
Antoniozzi, lei ha sollecitato a più riprese l’assessore alla Cultura Marco De Carolis e così altri esponenti dell’opposizione, sulle manifestazioni estive. Risposte non ne sono arrivate e siamo quasi alla metà di luglio. Ma una non risposta non è già una risposta?
“La non risposta, però, è la risposta del codardo. Quando amministri devi prenderti le tue responsabilità, dettare la linea. Ci dicano cosa vogliono fare. Per l’estate e per santa Rosa. Ci raccontino anche le difficoltà, se ci sono. Non c’è niente di male. Ci facciano capire. Quello che non sopporto è la spocchia da despota con cui si risponde a interrogazioni della minoranza, alla città, frasi tipo: ci stiamo lavorando o poi vedremo. Nella più rosea delle ipotesi sei un despota, in quella più triste non sai cosa rispondere. In entrambe i casi sono ipotesi tragiche”.
Forse l’assessore De Carolis è in difficoltà?
“È un atteggiamento intollerabile, perché non arriva da un politico eletto democraticamente e che si è trovato tra cultura e turismo e prima faceva altro. De Carolis è stato preso come tecnico”.
Si è parlato di un bando per raccogliere proposte, ci siamo con i tempi?
“Non so quali siano le intenzioni. Se parte un bando adesso, io rido. A luglio per agosto. L’assessore, venendo dall’organizzazione di eventi, sa benissimo che non si predispongono in 10, 15 giorni. Oltretutto, con un settore tutto fermo, per gli spettacoli ti devi organizzare per tempo anche con le prove”.
C’è stata e c’è l’emergenza Coronavirus. Non è un’attenuante?
“Le norme attuali erano largamente prevedibili. Non siamo all’inizio, quando non si sapeva dove sbattere la testa. A maggio si capiva che se si sarebbe riaperto ci sarebbero state mascherine e distanziamento sociale. Tutto ampiamente prevedibile. A maggio io dissi, muoviamoci. Avremmo potuto riaprire e avere eventi già dal 15 giugno. Invece non ci siamo mossi e quando lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto male”.
E intanto siamo arrivati al 10 luglio…
“Intollerabile che dall’assessore non arrivi nulla. Magari qualche idea ce l’avrà, ma non ce la dice. Mi ha chiamato un’associazione, pare che l’assessore gli abbia detto d’attendere la delibera. Dove sta? In consiglio e commissione non si è vista. Di cosa parla? Non se ne sa nulla, eppure, quando servono corsie preferenziali, come per il biglietto unico dei musei, le utilizzano”.
Quale dovrebbe essere il ruolo di un assessore alla cultura?
“Non certo di organizzatore di eventi. Questa figura c’è già e si chiama impresario. Tu non devi avere il fiato sul collo per riempire date. Tu devi inserire realtà culturali, predisporre una cabina di regia. Non puoi non esserti mosso quando era il momento. Io non so cosa stia facendo e cosa farà. Ne abbiamo sentite tante, dal palcoscenico unico a valle Faul e poi a piazza San Lorenzo, poi su iniziative diffuse. Io di idee ne ho suggerite molte. Altri comuni le hanno messe in pratica, dal drive in al teatro diffuso. Non a Viterbo, dove un assessore non sente l’esigenza di far sapere quali sono i piani, ma si limita a dire: faremo. Mi sono stufato di sentirmi rispondere stiamo lavorando. Diteci cosa. Anche perché, se so che a Viterbo c’è qualcosa d’interessante rimango, altrimenti me ne vado. Non ha senso fare quattro cose per dire d’averle fatto, accontentando chi dobbiamo accontentare”.
L’estate viterbese è incerta e Santa Rosa?
“Il comune intende dirci cosa vuole fare per Santa Rosa o no? La macchina passa, sì o no? Il sodalizio cosa ne pensa? È pronto? Il prefetto cosa ne pensa? Se le risposte dovessero essere affermative, il problema è dell’amministrazione che dovrà muoversi subito. Noi come movimento abbiamo avanzato una proposta. La macchina deve passare, anche con la città deserta. E un simbolo. In piena sicurezza, ma è importante non interrompere una tradizione, un simbolo di rinascita e non di rassegnazione. Invece, pure a questa proposta, zero risposte”.
Senza contare che a Viterbo si parte con un gap. Caffeina che ha lasciato dopo 13 anni.
“Per Caffeina mi ripeto come un disco rotto. Il suo limite è essere una manifestazione che occupa il territorio ma non si appoggia al territorio. Siccome è una roba privata, può fare ciò che vuole. La vicenda non l’ho seguita. Ho visto che a Natale non c’è stato il Christmas village e l’assessorato ha organizzato una manifestazione copia conforme rispetto a quella abbandonata. Non me lo spiego. Se non vuoi un’iniziativa perché non funziona o hai in mente altro, va bene. Ma se dici no e poi dai il via libera a una copia gemella, come mossa è incomprensibile”.
Non ha seguito la vicenda Caffeina, ma un’idea della migrazione al castello di Santa Severa se la sarà fatta.
“La mia teoria è che possa essersi trattato d’inerzia da parte dell’assessorato, che ha reso impossibile organizzare la manifestazione a Viterbo. Perché teoricamente il budget in bilancio c’è, sono in convenzione. Ma davanti a un’amministrazione inerte, io se volessi organizzare qualcosa andrei da chi mi cerca. È un privato, non ha la missione di dover fare del bene per forza a Viterbo. Se questa è la scelta di Caffeina, hanno fatto bene, con un’amministrazione nell’inerzia che a luglio non sa ancora cosa farà ad agosto. Scandaloso”.
Giuseppe Ferlicca
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