Viterbo – Prima lo stipendio assottigliato dall’emergenza. Poi la lunga attesa di un contributo per l’affitto che non arriva.
Michael Giuliani, 32 anni, aspetta dai primi di luglio i soldi messi a disposizione da regione e comune per chi si è trovato in difficoltà causa Covid e deve pagare, ogni mese, l’affitto al padrone di casa.
Era l’avviso pubblico per la concessione di contributi straordinari per il pagamento dei canoni di locazione. Poteva fare domanda chi, oltre a non avere una casa di proprietà, aveva visto ridurre i suoi introiti del 30% durante l’emergenza, e non aveva oltrepassato i 28mila euro di reddito annuo nel 2019. Michael non arriva neanche a un quinto di quella cifra.
“Ho un Isee di quattromila euro – dice -. Ecco perché facevo molto affidamento su questi soldi. Questa attesa è davvero un grosso disagio per me e per chi è nelle mie stesse condizioni. La padrona di casa mi ha avvisato: se continuerò a non essere in grado di darle almeno un acconto entro fine mese è costretta a sfrattarmi”.
Il decreto Rilancio ha sospeso provvedimenti del genere fino a tutto il 2020: significa che nessuno può essere sbattuto fuori di casa da qui a fine anno. Ma Michael rischia comunque di ritrovarsi con la spada di Damocle di un procedimento che può essere avviato. Suo malgrado.
La sua è la storia di tanti italiani e viterbesi messi in ginocchio dalla pandemia. “Sono un operaio – racconta -. Lavoro per una ditta funebre, principalmente con i funerali, e vengo pagato a ore. Durante l’emergenza le cerimonie funebri sono state sospese. Questo significa che a marzo e aprile non ho praticamente mai lavorato, motivo per il quale, proprio da aprile, non riesco a pagare l’affitto”.
Un periodo difficile per tutti, anche per la sua padrona di casa, che gli ha chiesto di poter avere almeno un acconto.
“Io contavo sui soldi del sussidio comunale – aggiunge Michael -. Sono andato tre volte agli uffici di via del Ginnasio, al settore Servizi sociali. Non di più perché non è che potevo diventare ossessivo… mi hanno sempre rassicurato. Dicevano che i soldi sarebbero arrivati i primi di luglio. Ho aspettato, finora invano. Sono andato a disturbare l’ultima volta il 12 luglio: ‘I soldi dalla regione sono arrivati, tempo tre o quattro giorni e facciamo l’accredito. Comunque entro il 15 luglio’. Così mi hanno detto. Ho controllato l’ultima volta venerdì e ancora niente”. In tutto un mese di attesa.
Intanto sta riprendendo pian piano a lavorare. Ma con la paura di uno sfratto e quei due mesi di inattività che continuano a pesare.
“Questi soldi dovevano essere già disponibili – conclude -. So di non essere l’unico in questa situazione, ma so anche che, invece, a qualcuno il contributo è già arrivato e si tratta di gente con un reddito modesto ma più elevato del mio. Quindi mi chiedo anche: qual è il criterio con cui a qualcuno arrivano prima e a qualcun altro dopo, nonostante abbia un Isee più basso? Non so. Spero comunque che arrivino presto”.
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