Viterbo – (g.f.) – In comune è tempo di fare i conti. Prima quelli economici, poi eventualmente quelli politici.
Oggi in consiglio è in programma la discussione del bilancio consuntivo 2019, il cui via libera, colpa anche del Coronavirus ma non solo, arriva con un certo ritardo.
Da fine aprile la scadenza è slittata a fine giugno, con l’ok (salvo sorprese) che arriva a inizio agosto. Tanto che Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha chiesto l’intervento del prefetto Bruno, per il troppo tempo che la giunta si è presa per dare l’ok.
Ma oggi in consiglio comunale la battaglia dai ritardi si sposta sui numeri. Opposizione pronta a dare battaglia, quella in seconda commissione è stata solo un antipasto.
A essere contestati, sono soprattutto i soldi in avanzo. Qualcosa come cinque milioni di euro. “Sono il fallimento dell’amministrazione Arena – aveva detto Alvaro Ricci (Pd) – incapace di spendere risorse a disposizione”. Rimaste in cassa.
Senza contare che d’avanzo libero si arriva a 6 milioni e 700mila euro: “Plastica certificazione d’inefficienza”. Ricci ha anche chiesto lumi sui 400mila euro d’introiti derivanti all’imposta di soggiorno. C’erano progetti per panchine, sistemazione servizi igienici in città, rifacimento del bagno all’Unione. Iniziative non proprio esaltanti per rilanciare il turismo, forse giusto quello mordi e scarica.
Eppure, come fatto notare da Ricci, anche su questo, nulla si è saputo.
La seduta si preannuncia tesa ed è probabile che non avanzi spazio per un altro argomento sul trampolino ormai da mesi, l’affidamento in gestione della piscina comunale.
Seppure si tratti di una versione xxl di consiglio, dalla mattina alla sera, l’argomento natatorio potrebbe solo essere iniziato e magari votato giovedì, quando si dovrebbe trattare un altro punto rimasto in sospeso, i derivati.
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