Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ il palazzo che non lascia indifferenti i passanti quello situato tra via Matteotti e via della Cava.
Tutti danno la loro opinione sulla sua estetica ma pochi, anzi pochissimi, sanno degli innumerevoli disagi che i condomini subiscono ormai da troppo tempo.
La parte residenziale di proprietà Ater, dove 70 mq costano 450 euro al mese, è ormai abbandonata al suo triste destino a causa di una totale assenza di gestione ordinaria e straordinaria.
Dei 30 alloggi ormai pochi sono quelli abitati, infatti molti assegnatari esasperati hanno abbandonato le abitazioni lasciando così chi è rimasto a sopportare l’indifferenza e forse l’incapacità della gestione del condominio.
Appunto la semplice gestione che è sempre mancata.
Può un ascensore essere rotto da gennaio? E vi assicuro che sei piani a piedi sono tanti. Può un condominio di tali dimensioni avere un impianto antincendio in condizioni di inefficienza? Può un condominio avere un impianto elettrico con cavi scoperti?
Può un condominio non avere pulizie continuative con interruzioni anche di anni? Può un condominio attendere anni per l’installazione di contatori autonomi dell’acqua? Può un condominio avere sistematicamente portoni e cancelli sempre rotti così da ritrovarsi in ogni ora persone estranee all’interno?
Può un condominio avere una proprietà completamente disinteressata delle costanti segnalazioni ricevute dalle forze dell’ordine riguardanti disordini, atti di vandalismo, prostituzione, spaccio e uso di droghe?
Porre rimedio tempestivamente a normali situazioni di gestione dovrebbe essere un ovvio dovere da parte del proprietario, che continua ad essere latitante e indifferente come se nessuno potesse mai contestare la sua totale e drammatica inefficienza, rivelandosi invece capacissimo di pretendere – giustamente – il pagamento regolare dei canoni.
Ora forse qualcuno perderà tempo ed energia preziosa a giustificarsi dicendo che esiste qualche moroso, problema a cui in ogni caso la stessa amministrazione dovrebbe provvedere, o addirittura a replicare magari tramite avvocati.
Ma gli assegnatari regolari chi li difende? Chi e come queste persone saranno risarcite da quello che doveva essere e non è stato?
Gli anziani, le donne in attesa, i disabili o semplicemente chi ha firmato un contratto di affitto per un alloggio, perché deve continuamente ad implorare quello che deve essere un semplice diritto?
Ci appelliamo quindi a tutte le autorità competenti affinché si possa procedere immediatamente alla normalizzazione prima che il degrado si impossessi definitivamente del famoso palazzo di via Matteotti e che l’incompetenza cacci via le persone oneste che oggi ancora resistono.
Alessandra Zanot a nome degli abitanti del condominio
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