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Il giornale di mezzanotte - Orte - Idee chiare e Anima Orte all'attacco dopo la riunione del sindaco in prefettura: "La situazione è esplosa dopo che lui è uscito dallo Sprar" - Tofone (Lega): "Ora si fanno le cose che io chiedevo da anni"

“Giuliani non si lamenti, se il Cas è una polveriera la colpa è sua…”

di Alessandro Castellani
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Orte - I consiglieri d'opposizione Primieri, Savoia, Claudiani e Ciocchetti

Orte – I consiglieri d’opposizione Primieri, Savoia, Claudiani e Ciocchetti

Marco Tofone - Presidente del consiglio comunale di Orte

Marco Tofone – Presidente del consiglio comunale di Orte

Orte – Opposizioni all’attacco dopo le comunicazioni del sindaco Angelo Giuliani al termine della riunione di mercoledì in prefettura sull’emergenza migranti al centro d’accoglienza di Orte. Secondo Roberta Savoia di Idee chiare e Angelo Ciocchetti di Anima Orte “se Giuliani non avesse deciso di uscire dallo Sprar, questa situazione non si sarebbe mai verificata”. Più sarcastico Marco Tofone della Lega: “Adesso che sono uscito dalla maggioranza, si fanno le cose che chiedevo da quattro anni…”.

“Il sindaco deve pensare a far funzionare bene le materie di sua competenza e l’immigrazione, da quando lui nel 2016 ha scelto di uscire dallo Sprar, non è più tra queste – commenta Savoia -. Il prefetto l’ha ricordato a Giuliani nella riunione di mercoledì: lui ormai non ha più alcun potere, viene totalmente bypassato”.

“Questa situazione è tutta figlia della scelta di Giuliani – continua la capogruppo di Idee chiare -. Lui preferì uscire dallo Sprar e prendere 98mila euro di contributi dal ministero dell’Interno, che tra l’altro non si sa come sono stati impiegati, per cui ora non può lamentarsi. Noi l’avevamo detto dall’inizio che era una scelta scellerata. Invece la Lega e Fratelli d’Italia, oggi in prima linea a denunciare l’emergenza, forse dimenticano che hanno degli esponenti in maggioranza. Cosa hanno fatto in questi quattro anni per impedire che la situazione esplodesse?”.

Rincara la dose Ciocchetti. “Lo Sprar è uno strumento utilissimo per favorire l’integrazione, lo so perché l’ho sfruttato quando ero assessore ai Servizi sociali – commenta -. Oggi il comune di Orte, fuori dallo Sprar, non ha più le risorse per l’integrazione, ma si è tenuto tutti i problemi. Tra l’altro senza alcun potere d’intervento, visto che il prefetto si accorda direttamente col gestore del centro d’accoglienza”.

“Dopo le brutte parole nei confronti del prefetto che abbiamo sentito in consiglio comunale da parte di Giuliani – ricorda il capogruppo di Anima Orte – tre giorni dopo lo stesso sindaco è andato a Viterbo col cappello in mano a chiedere aiuto. E il prefetto, giustamente, gli ha ricordato che il Cas non è competenza sua”.

Secondo Ciocchetti, quindi, c’è “un paradosso della maggioranza che fa anche opposizione”, ma “se il Cas di Orte è una polveriera, l’amministrazione comunale non può girarsi e dare la colpa agli altri. Giuliani e i suoi, compreso Tofone, hanno avuto quattro anni di tempo per fare qualcosa, ora vogliono chiudere il recinto dopo che sono scappati i buoi”.

Il leghista Tofone, neo-quinto consigliere di minoranza, vede le cose in un’altra prospettiva, ma non risparmia neanche lui stoccate a Giuliani. “Ho già dichiarato più volte che a Orte c’è un forte pericolo di scontro sociale e in consiglio comunale sono stato io a far protocollare la richiesta di un censimento degli stranieri e di un consiglio comunale straordinario sull’immigrazione, tra l’altro approvata all’unanimità”.

“Sono contento del fatto che prefetto e questore hanno confermato il censimento e deciso di rafforzare i controlli a Orte Scalo, sono cose che chiedevo da anni – aggiunge il leghista -. Certo, è un caso strano che il sindaco cavalchi queste battaglie con tanta foga proprio adesso che io sono uscito dalla maggioranza…”.

Alessandro Castellani


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7 agosto, 2020

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