Palermo – Ordinanza anti migranti, Nello Musumeci tira dritto.
Il governatore della Sicilia non ritirerà l’ordinanza con la quale ha disposto il trasferimento di tutti i migranti presenti nella regione, di nuovo alle prese da settimane con un aumento degli sbarchi.
Dal Viminale, il suo provvedimento era stato bollato come irrilevante e senza valore. Così lo ha definito il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, sottolineando come la competenza per una decisione simile, di svuotare tutti gli hot spot siciliani, non sia regionale ma statale.
Musumeci non sembra aver recepito il messaggio. Poco fa, la replica dal suo profilo Facebook, con un lungo post: “Hot spot competenza dello Stato? Quindi anche sua responsabilità – ha scritto il presidente della regione Sicilia -. Piuttosto che prendersela con le ordinanze, facciano sentire la loro voce in Europa e facciano qualcosa”.
“Tutti conoscono il mio rispetto per le istituzioni – ha proseguito Musumeci – Ma pretendo lo stesso rispetto per la mia gente. Da Roma non abbiamo avuto altro che silenzi: sullo ‘stato di emergenza’ richiesto per Lampedusa due mesi fa, sui protocolli sanitari da applicare, sulle tendopoli da scongiurare, sui rimpatri che dovevano iniziare il 10 agosto e di cui non si parla più, sul ponte aereo per i negativi. Nulla. Solo silenzio. Il governo centrale è arrivato impreparato e non si è posto alcun problema sulla gestione di un numero enorme di sbarchi durante la pandemia. E adesso il problema è diventato la mia ordinanza? Il ministro dice che è nulla? Quindi la responsabilità è loro. Bene, sono usciti allo scoperto!”.
“Io – continua ancora il post del governatore – a differenza di quelli che parlano e straparlano da casa, sono entrato nell’hotspot di Lampedusa. E so bene che quelle strutture non sono adeguate sotto il profilo sanitario. Sono un rischio costante per i migranti e per chi ci lavora. Piuttosto che prendersela con me o con i siciliani, provino a fare sentire la loro voce in Europa e si diano un piano serio per tutelare gli italiani. Facciano qualcosa… o meglio facciano quello che non hanno ancora fatto! Noi andremo avanti”.
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