Viterbo – (g.f.) – “Il terzo aeroporto nel Lazio non serve, Viterbo è già stato scartato perché troppo costoso”. Marco Troncone, amministratore delegato di Adr, la società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, ha le idee molto chiare.
L’infrastruttura nella Tuscia doveva nascere, poi è defunta e ultimamente in qualche modo si sta tentando di farla resuscitare. Per Troncone non serve.
In un’intervista al Sole 24, gli viene chiesto un commento alla dichiarazione del presidente Enac Nicola Zaccheo, secondo cui occorre un nuovo aeroporto nel Lazio.
“Credo che non ci sia bisogno di un nuovi scalo nel Lazio – sostiene Troncone – ce ne sono già due”. Uno da conservare e l’altro da ampliare.
“Ciampino – continua Troncone – vale sei milioni di passeggeri ed è da preservare. Fiumicino ha potenzialità di sviluppo illimitate. È a prova del futuro”.
Futuro, che invece pare negato e non da oggi, all’aeroporto della Tuscia.
“Quando si parla di terzo scalo, presumo si pensi a Viterbo”. Non una novità. “Ipotesi già esaminata in passato e scartata, perché molto onerosa”.
L’amministratore delegato Adr pare avere un argomento piuttosto convincente a sostegno della sua tesi, sulle scarse possibilità di vedere realizzato uno scalo aeroportuale a Viterbo: “Solo per garantire accessi ferroviari e stradali servirebbe oltre un miliardo”.
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