Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Realtà del mondo della cultura e della solidarietà sociale, a causa del blocco voluto dal governo per il Covid, rischiano di scomparire

22 associazioni di volontariato chiedono al comune sostegni per non far morire il terzo settore

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:

Viterbo – Un’alleanza e al tempo stesso un patto. Il terzo settore viterbese, ossia il mondo dell’associazionismo di volontariato e promozione sociale, fa la sua proposta per affrontare la crisi in atto. Quella del Covid, con l’emergenza che da sanitaria è ormai, e palesemente, diventata anche sociale. E lo fa con forza. Con un documento condiviso da ben 22 associazioni che vanno dal mondo della cultura a quello della solidarietà sociale. Istanze portate ieri anche davanti al Parlamento da Arci a Roma, di fronte a Montecitorio, sede della camera.

Un documento che contiene specifiche richieste. Rivolte alle istituzioni. Prima fra tutte, l’amministrazione comunale. A partire dal consiglio di Palazzo dei priori.


Viterbo - Palazzo dei Priori

Viterbo – Palazzo dei Priori


Le richieste delle 22 associazioni che hanno siglato il documento condiviso sono in tutto 4.

Il primo punto. “Il riconoscimento – scrivono le associazioni – del ruolo del terzo settore del viterbese nella sua eterogeneità, come elemento imprescindibile per il territorio con la sua presenza articolata in tutta la provincia e a Viterbo, a sostegno delle fragilità sociali e per la promozione culturale”.

Il secondo. “La loro disponibilità ad essere parte attiva nelle risposte ai bisogni del territorio, che emergono ed emergeranno nei mesi che ci aspettano, consapevoli però, che senza una regia forte e condivisa con tutti gli attori territoriali, ci troveremo di fronte ad un nuovo scenario emergenziale”.

Il terzo punto è il passaggio necessario, fondamentale per mandare avanti il terzo settore a Viterbo. La richiesta riguarda infatti i “sostegni alla locazione delle associazioni, sostegni per la sopravvivenza delle attività associative chiuse dalle disposizioni governative, sostegni relativi alle sanificazioni e alle spese per la messa in sicurezza dei locali associativi”.

Infine, l’ultimo punto, la proposta di creare “un fondo di emergenza per l’associazionismo di ogni ordine e grado che, alla prova di questa seconda emergenza, non rischia di sopravvivere”.


Roma - La manifestazione davanti a Montecitorio

Roma – La manifestazione davanti a Montecitorio


Un documento condiviso da diverse realtà e provenienze sociali. A tutti i livelli. I nomi sono riportati in fondo all’articolo. Basti dire che in buona sostanza rappresentano realtà estesa che durante i mesi del lockdown e per tutta la fase successiva ha tenuto in piedi, con grande efficacia e altrettanto grandi sacrifici, un pezzo consistente del welfare dell’emergenza. Realtà che adesso si trovano nell’impossibilità di agire a seguito delle recenti normative anti Covid volute dal governo di Giuseppe Conte.

“Una crisi come quella attuale – scrivono le associazioni del terzo settore – richiede una forte alleanza tra tutti i soggetti che compongono e costruiscono la società e un patto con la comunità, poiché questa crisi è trasversale e da sanitaria, diventa economica e sociale. L’associazionismo di volontariato e di promozione sociale con la sua presenza capillare, la prossimità, i rapporti di fiducia consolidati nel tempo, gli spazi costruiti e condivisi è un nodo determinante tra istituzioni e cittadini, tra servizi e territorio. Per la sue tipiche caratteristiche, volontarietà e spontaneità, l’associazionismo ha saputo reinventarsi e adattarsi, già a marzo, per rispondere ai bisogni primari delle persone, mettendo a disposizione risorse umane ed economiche”.


Viterbo - La sede del Biancovolta

Viterbo – La sede del Biancovolta


Un impegno, quello del terzo settore, che la scorsa primavera è stato sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, il mondo delle associazioni non è stato poi coinvolto nella programmazione degli interventi da fare successivamente all’uscita dal lockdown. E anche questo sembrerebbe essere un dato di fatto. Al punto che la richiesta generale del terzo settore viterbese è quella appunto di essere coinvolti nella fase di programmazione. E non solo in quella della battaglia sul campo. Una richiesta legata anche all’enorme patrimonio di competenze professionali che il mondo dell’associazionismo potrebbe mettere a disposizione delle amministrazioni pubbliche in fase decisionale. Ma per poterlo fare, le associazioni che lavorano sul territorio hanno bisogno di essere sostenute. Perché, bloccate dall’emergenza Covid, non hanno più i mezzi per trovare le risorse necessarie a pagare affitti, bollette ecc. Le associazioni, ad esempio, tanto per citarne uno, vivono di laboratori. Se non li possono più fare, non hanno più le risorse economiche per tirare avanti.

“Nel corso di questi mesi – proseguono le associazioni firmatarie del documento – le attività sono proseguite in modalità sia ordinaria che riadattate, ma sempre e comunque volte a dare una risposta ai cittadini e alle cittadine, per continuare ad essere punto di riferimento per le comunità e rappresentare presidi di socialità, vicinanza, servizio, tutto questo sostenendo anche spese non preventivate, a fronte di momenti di autofinanziamento annullati o rinviati”.

In sintesi, “il terzo settore durante l’emergenza è stato importante per far fronte alla solitudine e ai bisogni dei più colpiti dalla pandemia sia dal punto di vista sanitario che sociale ed economico”. E adesso chiede di contare qualcosa.

Daniele Camilli


Il documento condiviso

Una crisi come quella attuale richiede una forte alleanza tra tutti i soggetti che compongono e costruiscono la società e un patto con la comunità, poiché questa crisi è trasversale e da sanitaria, diventa economica e sociale.

L’associazionismo di volontariato e di promozione sociale con la sua presenza capillare, la prossimità, i rapporti di fiducia consolidati nel tempo, gli spazi costruiti e condivisi è un nodo determinante tra istituzioni e cittadini, tra servizi e territorio.

Per la sue tipiche caratteristiche: volontarietà e spontaneità, l’associazionismo ha saputo reinventarsi e adattarsi, già a marzo, per rispondere ai bisogni primari delle persone, mettendo a disposizione risorse umane ed economiche.

Nel corso di questi mesi le attività sono proseguite in modalità sia ordinaria che riadattate, ma sempre e comunque volte a dare una risposta ai cittadini e alle cittadine, per continuare ad essere punto di riferimento per le comunità e rappresentare presidi di socialità, vicinanza, servizio, tutto questo sostenendo anche spese non preventivate, a fronte di momenti di autofinanziamento annullati o rinviati.

Il terzo settore durante l’emergenza è stato importante per far fronte alla solitudine e ai bisogni dei più colpiti dalla pandemia sia dal punto di vista sanitario che sociale ed economico.

Tutto ciò premesso le associazioni firmatarie:

●            richiedono il riconoscimento del ruolo del terzo settore del viterbese nella sua eterogeneità, come elemento imprescindibile per il territorio con la sua presenza articolata in tutta la provincia e a Viterbo, a sostegno delle fragilità sociali e per la promozione culturale;
●            rinnovano la loro disponibilità ad essere parte attiva nelle risposte ai bisogni del territorio, che emergono ed emergeranno nei mesi che ci aspettano, consapevoli però, che senza una regia forte e condivisa con tutti gli attori territoriali, ci troveremo di fronte ad un nuovo scenario emergenziale
●            chiedono sostegni alla locazione delle associazioni, sostegni per la sopravvivenza delle attività associative chiuse dalle disposizioni governative, sostegni relativi alle sanificazioni e alle spese per la messa in sicurezza dei locali associativi,
●            auspicano un fondo di emergenza per l’associazionismo di ogni ordine e grado che, alla prova di questa seconda emergenza, non rischia di sopravvivere.

Le associazioni firmatarie

Arci Solidarietà Viterbo
Arci Viterbo
AUCS ONLUS
Circolo Arci Il Cosmonauta
Circolo Culturale Tetraedro
Casa dei Diritti Sociali della Tuscia
Auser Viola del pensiero
Eta Beta di Viterbo ODV
Erinna – donne contro la violenza alle donne APS
Viterbo con Amore ODV
AIPD di Viterbo APS
ACLI provinciale di Viterbo
AMAN ODV
ARLAF Giusi Speciale ODV
ANTEAS Viterbo ODV
Sorrisi che nuotano Eta Beta ODV
L’Altro circolo- centro culturale di iniziativa omosessuale
Sans Frontiere -associazione interculturale
Casa delle donne di Viterbo -PARVA
In- Pari- Amo
Associazione Italiana X Fragile
ASD Vitersport ODV


Condividi la notizia:
31 ottobre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/