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Viterbo - Prima uscita pubblica del nuovo presidente di Unindustria Sergio Saggini: "Abbiamo dato vita a un Comitato di indirizzo regionale che si occuperà anche della Tuscia"

“L’impresa è un bene sociale che appartiene al territorio, non all’imprenditore”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Una cosa fondamentale da cui prendo spunto. Una delle mie visioni è che l’impresa è un bene socile e non un bene dell’imprenditore. Una volta che l’impresa è nata e cresciuta diventa sociale, perché deve poter far crescere tutto ciò che ha intorno”. Memoria, visione e attesa. Oggi la prima uscita pubblica del nuovo presidente dell’area territoriale di Unindustria Viterbo, Sergio Saggini. A sua volta parte integrante della squadra regionale dell’associazione degli industriali, Angelo Camilli.


Viterbo - Sergio Saggini

Viterbo – Il presidente territoriale di Unindustria Sergio Saggini


Questa mattina, nell’auditorium della sede di Valle Faul a Viterbo, assieme a Saggini anche la presidente uscente Stefania Palamides. “Il mio – ha detto la presidente uscente – è un bilancio molto positivo sia dal punto di vista personale sia umano. E ho inoltre avuto la possibilità di conoscere meglio il territorio”.

Non solo, ma “Unindustria – ha spiegato Saggini – a livello regionale ha attivato un Comitato di indirizzo dei presidenti territoriali con a capo Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie dello stato. Il Comitato ha come obiettivo di individuare e proporre al governo e alle istituzioni coinvolte le infrastrutture necessarie. È un’opportunità che abbiamo. Io ci sarò e porterò con forza le istanze viterbesi. E’ uno strumento che non abbiamo mai avuto all’interno della nostra struttura, tra le più forti a livello nazionale”.


Viterbo - La nuova sede di Unindustria

Viterbo – La nuova sede di Unindustria


Memoria. “Lavorerò in continuità con quello che ha fatto Stefania – ha sottolineato Saggini -. Ci saranno piccoli movimenti nella definizione della futura squadra, ma l’80% della base sarà sempre quella, senza stravolgimenti”.

Visione. “L’impresa è un bene sociale – ha ribadito Saggini -. Se l’impresa rispetta questa principio, allora è vincente”.

Sergio Saggini è nato il 15 agosto 1977. Ha due figlie, di 5 e 13 anni. Laureato al politecnico di Torino in ingegneria delle telecomunicazioni, con un successivo master alla Luiss di Roma, Saggini ha inizialmente lavorato in una multinazionale americana occupandosi di sistemi di puntamento dei missili. Attualmente dirige l’impresa edile della famiglie, tra le più importanti del territorio. Sergio è anche fratello di Gianluca Saggini, musicista. Il primo viterbese a suonare nella filarmonica di Berlino.

Attesa, ossia il futuro del territorio. “L’obiettivo generale – ha dichiarato Saggini in conferenza stampa – deve essere quello del lavoro e dell’occupazione. C’è stato un calo dell’occupazione e il peggio deve ancora venire. Ma gli imprenditori sono persone ottimiste, che non si fermano. E le possibilità di ripresa ci sono”.


Viterbo - Stefania Palamides e Sergio Saggini

Viterbo – Stefania Palamides e Sergio Saggini


“Prendo le redini in un momento particolare – ha proseguito il presidente di Unindustria Viterbo -. La crisi dovuta al Covid. Un momento delicato per l’economia. Ma è anche una fase piena di grandi opportunità. Nel momento di crisi bisogna tirare fuori sempre il meglio e vedere il bicchiere mezzo pieno. Ce lo ha insegnato la crisi del 2009. Con il recovery found abbiamo un’opportunità di spendere cifre che non ci saremmo mai immaginati”.

Per Saggini le priorità del territorio della Tuscia da affrontare subito sono sostanzialmente 5. “Completamento della trasversale Orte-Civitavecchia. Il collegamento viario con Roma, vale a dire la Cassia. Il collegamento ferroviario, per fare in modo che le persone possano lavorare a Roma e vivere a Viterbo. La banda larga, dove siamo ancora molto indietro. Infine, un nuovo sviluppo del polo della ceramica a Civita Castellana che ad oggi conta 2000 addetti, 35 imprese e il 90% dell’industria dei sanitari a livello nazionale”. Il tutto su un territorio, quello appunto della Tuscia, che produce il 7% del Pilastro della regione Lazio, pari, quest’ultimo, a 190 miliardi di euro l’anno.

“Altre priorità – ha evidenziato poi Saggini – saranno il rilancio del Poggino e il termalismo nella città dei papi”.


Viterbo - Stefania Palamides

Viterbo – La presidente uscente Stefania Palamides


Saggini ha affrontato anche la questione dei rapporti con le banche viterbesi. “Come imprenditore – ha detto – non ho avuto problemi perché c’erano già rapporti consolidati. Con l’aggregazione delle banche il giudizio delle progettualità avveniva a livello nazionale. Poi gli istituti bancari hanno fatto un passo indietro concentrandosi maggiormente sul territorio. La pioggia di soldi che sono arrivati dal governo poi non sono incondizionati come sono state presentate. La richiesta di garanzie da parte delle banche è una dinamica normale. Il credito va meritato. Però, una delle differenze fondamentali tra la crisi del 2009 e quella di oggi è che nell’arco di un decennio le imprese hanno capito l’importanza della patrimonializzazione. Le imprese si sono consolidate e hanno investito in patrimonio. Attualmente le imprese hanno capitali del 30% maggiori rispetto al 2009 e questo ci aiuta ad affrontare la nuova crisi”.


Viterbo - La nuova sede di Unindustria

Viterbo – La nuova sede di Unindustria


Infine il rapporto con le istituzioni locali. Il comune di Viterbo, capoluogo provinciale, innanzitutto.

“Unindustria è sempre disponibile al dialogo – fa sapere subito Saggini -. Quello che c’è da migliorare è il dialogo con gli imprenditori. La politica deve confrontarsi con noi. Il confronto è la cosa che non dovrà mancare. In passato il dialogo c’è stato, il problema è stato dargli seguito. Il punto non è parlare, ma rendere esecutivo quello che viene detto. Al dialogo devono seguire i fatti. Alla politica chiediamo regole e tempi certi. E’ impensabile che un imprenditore chiede e non abbia risposta”.

Daniele Camilli 


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6 ottobre, 2020

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