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Viterbo - Gianluca Cannone lancia un appello per Edoardo, partito 4 mesi fa per lavoro: "Le istituzioni riportino a casa lui e i tanti nella sua situazione" - Ha un sogno: "Averlo qui per il suo compleanno"

“Mio figlio positivo al Coronavirus, bloccato in Sardegna”

di Giuseppe Ferlicca

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Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Gianluca Cannone 

Edoardo Cannone

Edoardo Cannone

Viterbo – “Mio figlio, positivo al Coronavirus, bloccato da più di un mese in Sardegna”. Gianluca Cannone ha un solo pensiero, farlo rientrare. “Ho un casale dove potrebbe stare in isolamento – spiega Cannone – vicino casa sarebbe diverso. La nostra Asl lavora agevolmente non essendo sovraccarica. Lì sono ingolfati”.

Si è parlato di varie opzioni per il ritorno dei positivi in sicurezza dall’isola, finora non è successo nulla.

Edoardo ha 18 anni ed è chef, in Costa Smeralda da quattro mesi per la stagione estiva. Ha avuto l’occasione di lavorare con un grande professionista in cucina: “Era felicissimo”.

Poi i casi di Covid sull’isola. “Quando doveva tornare a casa – spiega Gianluca Cannone – il 25 agosto è risultato positivo.

Purtroppo, per il gran numero di casi è tutto a rilento. La Asl di Olbia è sovraccarica. È rimasto da solo, in casa in un villaggio, gli si è anche rotto il telefono e non poteva comunicare.

Il ristorante dove lavorava gli ha messo a disposizione vitto e alloggio, ma io sono molto preoccupato, è la prima volta che sta fuori per così tanto tempo”.

È preoccupato, ma ha una speranza: “Il mio sogno è riportarlo a casa entro il 10 ottobre, giorno del suo compleanno”. Edoardo è asintomatico, è risultato positivo sottoponendosi ai tamponi.

“Il primo è risultato positivo, così pure il secondo. Al terzo è risultato negativo, ma a quello di conferma l’esito è stato positivo”. Ne ha fatto un altro lunedì, ieri è arrivato l’esito, ancora positivo. Il prossimo sarà il 5 ottobre.

Da quelle parti lavorano senza sosta, ma gestire la situazione non è facile. “Capisco i problemi, ma mettetevi nei miei panni, un padre col figlio oltre il mare in queste situazioni e da così tanto tempo.

Il ristorante dove lavorava è stato molto attento, ha funzionato tutto alla perfezione in questo periodo. Ma ora penso che sia arrivato il momento che anche le istituzioni facciano in modo di riportare a casa tutte queste persone ancora bloccate.

Nella struttura erano sette positivi, sono rimasti mio figlio e una ragazza, ma non penso che siano i soli in tutta la Sardegna in questa situazione”.

Giuseppe Ferlicca 


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1 ottobre, 2020

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