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Viterbo - Bruno Astorre, segretario regionale del Pd: "Se non raddrizziamo la baracca, perdiamo pure la regione"

“Quando hanno saputo il risultato delle comunali a Civita Castellana, a Roma hanno sbarrato tutti gli occhi”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Quando hanno saputo il risultato delle comunali a Civita Castellana, con la vittoria del sindaco di Fratelli d’Italia, a Roma hanno sbarrato tutti quanti gli occhi”. Poi, tenuto conto anche dei dati elettorali delle altre amministrazioni andate al voto qualche settimana fa, ha aggiunto: “Se non raddrizziamo la baracca, con questi risultati nelle province… avoja a vince a Roma… noi la regione così la perdiamo”. 

Il segretario regionale del Pd Bruno Astorre parla chiaro. Al direttivo provinciale del Partito democratico della segretaria Manuela Benedetti dove s’è discusso dell’ultimo risultato elettorale. Comunali e regionali, con particolare attenzione al caso di Civita Castellana, quella che una volta era la Stalingrado dei monti Cimini per la forte presenza del partito comunista italiano.


Viterbo - Bruno Astorre e Manuela Benedetti

Viterbo – Bruno Astorre e Manuela Benedetti


E Astorre lo fa dal tavolo a un palmo da terra della sala conferenze della provincia in via Saffi a Viterbo. Ai suoi lati Bendetti e l’ex deputato Alessandro Mazzoli. Davanti a lui lo stato maggiore del Pd della Tuscia. Ci sono anche l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, il consigliere regionale Enrico Panunzi, l’assessore comunale Alvaro Ricci, il presidente della provincia Pietro Nocchi, sindaci, studenti e militanti.

“Il partito democratico – ha detto Astorre – a Civita Castellana ha comunque avuto un risultato importante, ottenendo il 22% che, visto come è andata dalle altre parti della regione, è stato il risultato più importante”.

Tuttavia, “su Civita – ha aggiunto Astorre – non voglio assumere alcun provvedimento a priori. Ma il tema che pongo è il seguente. A Civita il Pd è isolato, e così non può assolutamente andare. Serve un’assunzione di responsabilità. Ma soprattutto, non dobbiamo isolarci”. Soprattutto in vista della tornata elettorale del prossimo anno quando nella Tuscia andranno al voto una ventina di comuni. Tra questi anche i più grandi. Come Montefiascone, Acquapendente e Vetralla.



“Dobbiamo prepararci in vista del prossimo anno – ha sottolineato Astorre – quando andranno al voto i comuni importanti. E dobbiamo farlo subito. Se ci sono realtà da commissariare bisogna farlo subito. Se serve una mano per evitare che un circolo si avviti su se stesso, noi ci siamo”.

Astorre s’è occupato anche di nazionale. E del segretario Nicola Zingaretti, che è anche governatore del Lazio, in particolare.

“A livello nazionale – ha detto Astorre – lo schema politico di Zingaretti era sbagliato, ma ci è andata bene. E’ stato sostanzialmente uno scampato pericolo. Sembravamo morti, poi lunedì siamo risorti”.

tuttavia il dato politico è lapalissiano. “Su 20 regioni – ha evidenziato Astorre – 15 sono governate dal centrodestra, che è fortissimo e radicato sul territorio. Prima era esattamente il contrario”.


Viterbo - La riunione del direttore del Pd

Viterbo – La riunione del direttore del Pd


La formula per tornare a vincere? Per Astorre è la seguente: “o abbiamo il coraggio di dire che l’alleanza di governo, dove possibile, si deve presentare compatta oppure diventa impossibile vincere. Non solo, ma tutti gli istituti di ricerca dimostrano che c’è stato un passaggio di voti dal Movimento 5 stelle al Pd. Ciò significa che gli elettorati hanno iniziato a parlarsi”.

Per quanto riguarda poi il candidato a sindaco in vista delle prossime elezioni, la proposta del segretario regionale del Pd è semplice. “Un candidato vincente espressione di una coalizione. Se andiamo da soli, perdiamo”.


Viterbo - Il segretario del Pd Bruno Astorre

Viterbo – Il segretario del Pd Bruno Astorre


Infine il dato elettorale a livello regionale. Tranne ad Albano, dappertutto, infatti, in regione è stato un disastro. “Il Lazio ha avuto un risultato in chiaro scuro – ha sottolineato il segretario del Pd -. Più scuro che chiaro. Tranne il comune più importante, Albano, che ha fatto da specchietto per le allodole, il resto è stata una tragedia vera. A Ceccano il Pd non ha neanche un consigliere. A Fara Sabina la stessa cosa. Ed erano comuni storicamente di sinistra”.

Daniele Camilli


 Fotogallery: Il direttivo provinciale del Pd


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9 ottobre, 2020

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