Viterbo – (sil.co.) – Segue la ex perfino al seggio elettorale durante il referendum, scattano gli arresti domiciliari rinforzati dal braccialetto elettronico.
Presunta vittima una collega di lavoro con la quale l’uomo, un cinquantenne indagato per stalking, avrebbe allacciato una relazione sentimentale, interrotta dalla donna che lo avrebbe lasciato per un altro.
L’ex, più volte denunciato prima dell’arresto, non si sarebbe rassegnato, arrivando a minacciare pesantemente la vittima, facendo leva su dei vecchissimi precedenti, quando, poco più che ventenne, fu indagato assieme ad altri giovani per omicidio aggravato in concorso e anche per traffico di sostanze stupefacenti, reato per cui avrebbe scontato una condanna in carcere.
“Te la faccio pagare, ho amici nella criminalità organizzata”, le avrebbe detto, ventilando ritorsioni, spaventandola a morte e costringendola a cambiare le sue abitudini di vita.
L’ultimo episodio, quello che ha fatto scattare le manette, risale al referendum del 2o-21 settembre.
La vittima lo avrebbe denunciato dopo esserselo trovato davanti al seggio, motivo per cui il giudice ha disposto gli arresti domiciliari, rinforzati dal braccialetto elettronico per evitargli qualsiasi tentazione di proseguire nelle sue condotte.
L’uomo nel frattempo, avendo perseguitato la ex che è anche una collega, sarebbe stato anche sospeso dal lavoro.
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