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Economia - Presentata una piattaforma per il territorio che ha come riferimento il Green deal europeo

Cgil, Cisl, Uil, Federlazio, Cna e Unindustria insieme per il rilancio

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Viterbo - I sindacalisti Fortunato Mannino, Giancarlo Turchetti e Stefania Pomante

Viterbo – I sindacalisti Fortunato Mannino, Giancarlo Turchetti e Stefania Pomante

 

Federlazio - Giovanni Calisti

Federlazio – Giovanni Calisti

 

Luigia Melaragni, segretaria Cna Viterbo e Civitavecchia

Luigia Melaragni, segretaria Cna Viterbo e Civitavecchia

 

Sergio Saggini

Sergio Saggini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil territoriali e le associazioni datoriali Cna, Federlazio e Unindustria, hanno presentato ai rappresentanti politici del territorio la “Piattaforma per il rilancio”.

Da sottolineare che è la prima volta che nella nostra provincia le organizzazioni sindacali e datoriali si uniscono per un progetto di sviluppo che riguarda l’intero nostro territorio. Un progetto che ha visto coinvolte l’Università della Tuscia, la Camera di commercio di Viterbo, il comune e la provincia che hanno fornito il loro importante contributo.

Il documento parte dalla attuale difficile situazione causata dalla pandemia: un dramma da cui dobbiamo risollevarci. Per di più, il territorio viterbese deve reagire a una crisi socioeconomica che si protrae da tempo e alla quale in passato avremmo potuto reagire in maniera più incisiva.

La piattaforma ha come riferimento il Green deal europeo, dove si immagina un’Europa più pulita e competitiva: un piano di azione sostenibile per un’economia circolare; basandosi su questa idea di sviluppo, conoscendo i punti critici della nostra provincia, i promotori del documento chiedono di focalizzare ogni tipo di risorsa sugli aspetti che permetteranno di rilanciare il territorio, garantendo uno sviluppo di qualità, maggiore produttività per le imprese e un incremento dell’occupazione.

Diversi i settori su cui poter intervenire con proposte concrete e realizzabili: turismo, termalismo, industria, artigianato, infrastrutture, agricoltura, università, edilizia, riqualificazione dei centri storici.

E’ sicuramente un piano molto ambizioso: richiede, infatti, ingenti risorse di derivazione pubblica e di partnership pubblico-privato, fondi di garanzia regionali e nazionali, svincolo temporaneo dal patto di stabilità, politiche europee dallo spirito solidale (Eurobond/recovery fund), progetti regionali destinati alle piccole e medie imprese, e ai loro indotti, e una auspicabile rimodulazione delle imposte locali.

Non possiamo più permetterci di aspettare, di sperare che le cose accadano, di rimanere passivi. La Piattaforma per il rilancio, se realizzata, ci permetterà di diventare protagonisti del nostro futuro: lo dobbiamo alle future generazioni.

Cgil
S. Pomante

Cisl
F. Mannino

Uil
G. Turchetti

Cna
L. Melaragni

Federlazio
G. Calisti

Unindustria
S. Saggini


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26 novembre, 2020

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