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Coronavirus - Viterbo - In consiglio comunale l'informativa Asl con l'immancabile fuorionda - Si apre accidentalmente il microfono di un consigliere e si sente: "Coglione..." mentre parla un giovane medico

Diffusione in calo nell’ultima settimana, diminuisce l’età media e aumentano i cluster

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo – L’età media dei positivi è scesa da 53 a 44 anni, i cluster sono passati da 3 a 27, mentre nelle scuole sono le superiori quelle dove il contagio è maggiore.

Tra prima e seconda fase, è questo il quadro del Coronavirus a Viterbo. In apertura di consiglio comunale, il direttore generale Asl Daniela Donetti, con Angelita Brustolin e Giovanni Chiatti ha fatto il punto della situazione. Un’informativa.

Tanti numeri per spiegare l’andamento pandemico e com’è cambiato da marzo a oggi. Da una prima fase che arriva fino al 15 agosto e una seconda dal 16 a oggi.

“Il dato epidemiologico che ci ha preoccupato – spiega Donetti – è stato è quello che si è presentato dai primi di ottobre. È stato evidenziato anche nella riunione del 3 ottobre e infatti fino al 23 ottobre è stato il periodo in cui si sono riscontrate più difficoltà a dare risposte ai cittadini.

Abbiamo aumentato la capacità di ascolto rispetto alla prima fase”. A partire dai posti letto.

Viterbo - Consiglio comunale - Informativa Covid

A malattie infettive, i posti sono 46. In intensiva da marzo a oggi sono passati da 8 a 12 più altri 8, in sub intensiva da 8 a 12, medicina Covid da 46 a 124. Mentre l’ospedale di Montefiascone dal 30 novembre diventerà medicina riabilitativa Covid e a Ronciglione arriveranno 12 posti letto di degenza infermieristica.

Nella seconda fase, anche 70 posti in albergo assistito, per chi essendo positivo non può rimanere a casa, non avendo gli spazi necessari, per la quarantena.

Viterbo - Consiglio comunale - Informativa Covid

Donetti, poi, anticipa novità per i drive in, dove effettuare tamponi. “Ne abbiamo tre, a Viterbo zona Riello, Tarquinia e Civita Castellana. È in apertura un altro ad Acquapendente e un ulteriore a Viterbo, walk in alla cittadella della salute, sarà raggiungibile a piedi. Ci adeguiamo a quelle che sono le richieste che arrivano”.

L’arrivo di nuovo personale, 284 professionisti a tempo indeterminato, 191 a tempo determinato. Sulla diffusione del virus, l’andamento a Viterbo è speculare rispetto all’andamento regionale e nazionale e nell’ultima settimana si è registrata una riduzione pari al 4%.

Viterbo - Consiglio comunale - Informativa Covid

Cambia dalla prima alla seconda fase, l’età delle persone che contraggono il Covid. Si è abbassata. “Prima – spiega Angelita Brustolin – di 52/53 anni, adesso è di 44”. La fascia maggiore, 45-64 vede 1864 casi. Cambiano dal primo al secondo periodo, i cluster. Tre macrocluster nella prima fase a Viterbo, casa dello studente, università e strutture socio assistenziali , 27 oggi tra palestre, attività sportive, scuole, ristorazione, bar, trasporti e strutture socio sanitarie. Sono di più, perché adesso, in assenza di lockdown si verifica una sorta di vasi comunicanti.

Viterbo - Consiglio comunale - Informativa Covid

Sul fronte scuole, invece: “Al 18 novembre i positivi sono 942 – spiega Giovanni Chiatti – ma non è detto che queste persone si siano positivizzate nelle scuole”. Il 55% è nelle superiori, il 26% nella primaria, il 12% nell’infanzia e il 7% nella secondaria inferiore.

Di più nelle superiori, perché i ragazzi più grandi si muovono più liberamente all’esterno degli istituti scolastici.

Viterbo - Consiglio comunale - Informativa Covid

Sulle scuole, d’accordo il sindaco Arena. “I guariti sono triplicati – osserva Arena – nelle superiori ci sono più positivi, nonostante la didattica a distanza e gli istituti chiusi. Vuol dire che i protocollo scolastici sono rispettati e i casi nelle scuole dell’obbligo calano”.

Poi in consiglio comunale la parola, diversamente dagli accordi presi, è passata a qualche consigliere. Forse si è ritenuto che il massimo esponente della sanità viterbese non fosse sufficiente a fornire un quadro dettagliato. La politica vuole sempre l’ultima parola. Anche quando non richiesta.

Oppure quando non voluta. Mentre dalla Asl parla un giovane medico, sollecitato dal capogruppo Lega Andrea Micci, ricordando le buone regole per contrastare la diffusione del virus, quindi distanziamento, mascherine, igiene, si sente chiaramente una voce: “Coglione…”.

L’audio di un consigliere si apre proprio quando non avrebbe dovuto. L’epiteto non era rivolto a chi stava parlando, che ci scherza su: “Mi auguro che non fosse rivolto a me…”. Ormai la frittata è fatta.

Giuseppe Ferlicca


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20 novembre, 2020

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