Viterbo – Pietro Nocchi non ha più il sostegno di prima, ma il centrodestra, che fino a ieri appoggiava unito il presidente assieme al centrosinistra, si spacca. “La Lega – ha detto infatti il senatore Fusco, il primo a dar fuoco alle polveri – esce dalla maggioranza in provincia, ma si asterrà sul bilancio” che verrà discusso questa mattina a Palazzo Gentili a Viterbo. E con la Lega lasciano anche Fratelli d’Italia, ma non Forza Italia che continuerà invece ad appoggiare Pietro Nocchi.
A via Saffi, dopo l’idillio dovuto al Covid, tornano dunque maggioranza e opposizione. La prima può contare adesso su 8 consiglieri, centrosinistra più Fi. La seconda su 4, due della Lega e due di Fdi. A Forza Italia restano quindi la delega all’ambiente, con Giulio Marini, e la vice presidenza con Alessandro Romoli.
Viterbo – Una seduta del consiglio provinciale
“Oggi pomeriggio (ieri ndr) – ha detto Fusco – abbiamo fatto una riunione con i sindaci della Lega e i due consiglieri provinciali, Ombretta Perlorca e Matteo Costa”. I sindaci sono invece quelli di Tarquinia, Tuscania, Vejano, Monte Romano, Ischia di Castro, Capodimonte e Monterosi.
Le ragione dell’uscita dalla maggioranza. “Abbiamo dato il nostro sostegno al presidente Nocchi per affrontare la difficilissima fase dell’emergenza Covid”. Aspetto, quest’ultimo, che hanno rimarcato sia Umberto Fusco della Lega che il coordinatore provinciale di Fdi Massimo Giampieri.
Giulio Marini di Forza Italia
Nella serata di ieri la riunione del comitato provinciale di Forza Italia, terminata attorno alle 23,30. “Il comitato provinciale di Fi – ha dichiarato alla fine dell’incontro Giulio Marini – ha votato all’unanimità la prosecuzione del rapporto instaurato a causa del Covid dell’esperienza in provincia. Quindi, con un voto favorevole sul bilancio dell’ente”.
“Come tutto il centrodestra – ha proseguito Fusco – ci siamo comportati responsabilmente. Adesso però non ci sono più i presupposti per andare avanti. La politica della Lega è diversa. Ci asterremo sul bilancio, questo per fare in modo che l’attività della provincia prosegua. Ci siamo astenuti in commissione e ci asterremo anche in consiglio. Domani mattina (oggi ndr) uno dei nostri consiglieri leggerà in consiglio una dichiarazione in cui spiegheremo tutto. Stessa cosa faranno i sindaci durante la riunione del pomeriggio. Tuttavia, l’esperienza di governare insieme la provincia è finita. Una volta presa la decisione ho subito avvisato Fratelli d’Italia, Forza Italia e il presidente Nocchi”.
Le deleghe che la Lega aveva verranno ritirate. Polizia provinciale ed edilizia scolastica. Fdi non aveva alcuna delega.
Umberto Fusco della Lega
“Al presidente Nocchi e al Pd – ha poi aggiunto il senatore della Lega – non rimprovero niente. Tante cose le ho condivise. E da parte mia è stata un’esperienza bellissima. Tuttavia la politica della sinistra è diversa dalla nostra. Abbiamo 21 paesi che la prossima primavera vanno alle elezioni. E che diciamo alla gente? Che ci scontriamo sulle elezioni comunali e poi stiamo insieme in provincia? Farlo, sarebbe paradossale. Io sono della Lega e voglio fare la politica della Lega”. Un partito che sul territorio della Tuscia conta 8 sindaci e 40 amministratori.
“Abbiamo una politica diversa dalla sinistra – ha ribadito Fusco -, la pensiamo in un modo diverso e dobbiamo rendere conto ai nostri elettori. E la nostra è una questione del territorio, senza alcuna imposizione da parte dei vertici del nostro partito”, cioè da parte del leader della Lega Matteo Salvini. Infine, “in vista delle prossime comunali – ha concluso Fusco – abbiamo fatto solo un paio di riunioni con tutto il centrodestra, ma ancora non c’è nessun accordo”.
Massimo Giampieri di Fratelli d’Italia
Ieri il consiglio provinciale è saltato. Rinviato appunto ad oggi. In discussione c’è il bilancio. Nella mattinata di ieri a Palazzo Gentili era tutto un via vai di gruppi. Con il centrosinistra che proponeva una nuova intesa, a partire dall’azzeramento delle deleghe, mentre Lega e Fdi rispedivano al mittente la proposta.
“La nostra linea era e rimane quella di sempre – ha sottolineato Giampieri di Fdi -. Mai con il Pd e il Movimento 5 stelle. Una linea che non può essere cancellata solo per una delega. Dopo il Covid la nostra presenza era più che altro un’attenzione tecnica per salvare quel poco che la provincia poteva fare. Ci asterremo per il bilancio, ma usciamo dalla maggioranza. Non approvare il bilancio significherebbe gettare la provincia in una situazione caotica che l’ente non si può permettere. Oggi ci hanno chiesto collaborazione, con una nuova distribuzione delle deleghe, ma come Fratelli d’Italia non c’è stata nessuna volontà in questo senso. L’idea era quella di azzerare tutte le deleghe e ripartire da zero. Ma abbiamo ritenuto la proposta fuori luogo e non abbiamo accettato”.
Per quanto riguarda poi la prosecuzione del viaggio, la provincia andrà al voto nel settembre del 2021, “valuteremo di volta in volta – ha detto Giampieri – Se c’è condivisione di un progetto si dice di sì, se non c’è si dice di no”. Stessa posizione da parte di Fusco.
Il presidente della provincia Pietro Nocchi
Infine Nocchi, il presidente. “Fino ad oggi – ha commentato Nocchi – abbiamo vissuto un’esperienza costruttiva con un percorso fatto insieme fino al bilancio. Il fatto che si astengano dimostra che ci sta fiducia istituzionale rispetto alla volontà di non rallentare la macchina amministrativa e di lavorare nella massima tranquillità in un momento particolare come questo”.
Per capire poi quello che succederà da qui in avanti, “dobbiamo prima vedere quello che succederà in consiglio durante la discussione del bilancio – ha precisato il presidente della provincia -. La gestione della provincia è molto particolare, si basa sulla presenza, sulla costanza e praticamente sul volontariato. Per questo servono più persone possibili che diano una mano. I problemi che ci sono, strade, scuola, ambiente, non hanno colore. Rimane da parte mia la volontà di continuare questa esperienza. Disponibili sempre ad accogliere proposte e suggerimenti”.
Daniele Camilli
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