Viterbo – (g.f.) – Cala la qualità della vita a Viterbo, unica provincia del Lazio a perdere posizioni nell’annuale classifica di Italia Oggi.
La 22esima edizione dell’indagine non porta buone notizie per la Tuscia, terra non proprio in buona salute, dove proprio la sanità è tra i fattori negativi. Ci si può consolare con una certa sicurezza, quindi reddito e ricchezza in aumento, ma anche il tempo libero, con la presenza di bar, librerie e cinema superiori alla media. Peccato che col Covid siano attività piuttosto ridotte.
Viterbo è 84esima in graduatoria generale, perdendo cinque posizioni in un anno. Era 79esima. Italia Oggi mette le province in tre gruppi e la Tuscia è nell’ultimo. Scarsa vivibilità.
Nel Lazio, solo Latina e Frosinone fanno peggio. La prima è 87esima, ma guadagna 11 posizioni rispetto allo scorso anno, mentre la seconda è 85esima e e fa tre passi in avanti in 365 giorni. Roma è 50esima (era 76esima), mentre molto più in alto c’è Rieti, al numero 37, con un sorprendente salto in avanti dal 73esimo posto.
La Tuscia guarda da lontano le tre province dove si vive meglio, a cominciare da Pordenone, quindi Trento e Vicenza, mentre scivola verso il fondo, in direzione della peggiore, Foggia, preceduta da Crotone e Agrigento.
Maluccio affari e lavoro a Viterbo (83). Per tasso d’occupazione siamo 74esimi, ma scendiamo a 103, sempre su 107, per importo medio di protesti per abitante, 27,27 euro. Disoccupazione, invece, 64esimi.
Sul fronte ambiente si va un po’ meglio (72esimi), ma siamo spreconi con l’acqua. Per consumo, posizione 88, con 257 litri annui di risorsa idrica ad abitante. In compenso, siamo bravi nella raccolta rifiuti. Ne produciamo molti meno che altrove; 405,97 chili annui, quantità che ci fa arrivare in quinta posizione, mentre Viterbo è 21esima per consumo d’energia elettrica.
Il trasporto pubblico non ingrana: 86esimi e su quello privato, posizione 51 per veicoli ibridi o elettrici in circolazione.
Molto meglio rispetto alla media generale, il capitolo sicurezza, con un buon piazzamento (48), anche se per reati commessi ogni centomila abitanti arriviamo 97esimi, quasi come Roma, ultima.
Dati più rassicuranti su furti d’auto (31esimi) e in appartamento (41esimi), meno per rapine in banca e poste (74esimi).
La sicurezza sociale ci vede 55esimi nell’indagine di Italia Oggi, con pochi infortuni sul lavoro (posizione 16), mentre preoccupano le morti per tumore ogni cento decessi: il 30,57% e la 98esima posizione.
Cala il tasso di mortalità fra over 65 rispetto al quinquennio 2015/2019, -0,50 e 18esimo posto e quello tra gli under 65, -0,78 e 23esimo posto.
C’è un nuovo indicatore, ed è l’incidenza del Covid, casi registrati ogni mille abitanti, il 15,5%, che ci fa posizionare al 60esimo posto.
In un anno scopriamo d’essere più istruiti: in formazione e istruzione dalla 62esima saliamo in 55esima posizione, mentre la salute è uno degli indicatori peggiori. La Tuscia è 101esima. Non brilliamo per posti di Cardiologia ogni centomila abitanti, 8,82%, penultimi in Italia e neppure a terapie intensive, secondo il quotidiano economico, andiamo così bene: 4,4 ogni 100mila abitanti ci fanno conquistare la posizione 101. Molto distanti da Pisa, prima, che ne ha invece, 23,10.
In compenso, sappiamo come passare il tempo libero (37esimi). Bene la presenza di bar e caffè (32esimi), palestre (42esimi), librerie (41esimi) e soprattutto cinema (15esimi), nonostante la moria di sale soprattutto nel capoluogo.
In reddito e ricchezza guadagniamo qualcosa in più, quattro posizioni per l’esattezza e siamo 64esimi in Italia. Il reddito medio pro capite è di 15.309 euro (70esimi) e le pensioni 18.163 (88esimi).
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