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Viterbo - Interviene il commissario provinciale Forza Italia Andrea Di Sorte: "Il presidente del cda, dal lontano 29 agosto del 2014, è stato sempre espressione del partito di Zingaretti"

“Talete, paradossale gioco di alcuni esponenti del Partito democratico…”

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Andrea Di Sorte

Andrea Di Sorte

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sento il dovere morale di interrompere il paradossale gioco che alcuni esponenti del Partito democratico stanno mettendo in atto per pulirsi la coscienza dal fallimento della gestione del servizio idrico della provincia di Viterbo, attaccando pubblicamente Talete e la sua situazione finanziaria.

Personaggi che si dilettano a chiederne il fallimento e proporre, come unica alternativa, quella di portare i libri contabili in tribunale, senza ragionare sulle conseguenze per i cittadini viterbesi.

Personaggi che si sono dimenticati che degli ultimi sette anni, ben cinque li hanno trascorsi al governo del maggior azionista della società: il comune di Viterbo, senza lasciare traccia sulla “questione acqua”, se non tante macerie.

Quello in atto è solo un esercizio di comunicazione, ed anche abbastanza sgradevole, che mira a mistificare la storia degli ultimi anni di gestione del servizio che, ricordo, è stato a loro appannaggio.

È davvero singolare leggere comunicati stampa di amministratori, anche di lungo corso, che puntano il dito contro quelle persone che loro stessi hanno scelto e presentato al pubblico dei sindaci come assoluti ed indiscussi fuoriclasse.

Ricordo a tutti, a tal proposito, che il presidente del Cda di Talete, dal lontano 29 agosto del 2014, è stato sempre espressione del Partito democratico. Da Stefano Bonori, passando per le varie gestioni Parlato, fino a quella attuale con Andrea Bossola. Tutte figure scelte dalla politica, esattamente dal Pd, per un totale di 2309 giorni di governo della società. E ora ci vengono a dare lezioni di come si dovrebbe gestire il servizio idrico della provincia. Purtroppo, per loro, non sono più credibili.

Piuttosto, questi signori, dovrebbero spiegare ai cittadini perché il loro governatore Zingaretti ha scaricato sui viterbesi il costo della gestione dei dearsinificatori. Nove milioni di euro l’anno che vorrebbero farci pagare in bolletta. Eppure ricordo proprio la campagna elettorale del Pd, che prometteva sostegno essendo noi Ato debole, ovvero un ambito territoriale con poca densità demografica e quindi penalizzato da un punto di vista tariffario. Cornuti e mazziati, perché dal 2018 la Regione Lazio ha smesso di sostenere i cittadini sulla potabilità dell’acqua da arsenico e fluoruri, scaricando il peso economico sulle famiglie.

Non solo, ma Zingaretti, in questi anni, non è neanche stato in grado di far rispettare la legge Galli, per cui in provincia abbiamo cittadini di serie A (con una tariffa vecchia) e cittadini di Serie B (con una tariffa più elevata), nonostante ci sia un obbligo di legge per tutti uguale.

Se il Partito democratico vuole sostenere la battaglia contro l’aumento tariffario, vada in Regione e batta i pugni per questo territorio, sempre martoriato e dimenticato da Roma, ma la smetta con le dichiarazioni pubbliche sul nulla cosmico, perché se questa vicenda ha dei responsabili, di certo non sono né i sindaci né i partiti di centrodestra.

Andrea Di Sorte
Commissario provinciale Forza Italia


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24 dicembre, 2020

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