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Viterbo - La reazione del comitato "Non ce la beviamo" alla decisione dei sindaci Ato di rinviare la discussione sulle tariffe

“Talete è un modello di gestione idrica fallimentare”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Talete è un modello di gestione idrica fallimentare”. Ed è questa la risposta del comitato “Non ce la beviamo” al rinvio della discussione sull’aumento delle tariffe Talete deciso questa mattina dai sindaci Ato a Palazzo Gentili in via Saffi a Viterbo.

La riunione dei sindaci, ieri c’è stata invece la conferenza stampa del presidente della società idrica Andrea Bossola, è stata aperta e poi aggiornata al 14 gennaio dell’anno prossimo. Il motivo: i sindaci vogliono fare ulteriori approfondimenti sull’aumento delle bollette, chiudendosi in conclave per le prossime due settimane.


Viterbo - Il comitato "Non ce la beviamo"

Viterbo – Il comitato “Non ce la beviamo”


Fuori dal Palazzo, in via Saffi, c’era pure il comitato “Non ce la beviamo” che da anni si batte per l’acqua pubblica e in particolare modo per l’applicazione della legge regionale numero 5 del 2014, approvata ma rimasta sulla carta. Come, di fatto, il referendum del 2011. Queste le posizioni del comitato.

“È noto – ha detto Paola Celletti di “Non ce la beviamo” – che quello di Talete è un modello di gestione idrica fallimentare: i sindaci, da destra a sinistra, fino ad ora si sono preoccupati soltanto di spartirsi poltrone quando invece i cittadini stanno subendo aumenti su aumenti”. 


Viterbo - Paola Celletti

Viterbo – Paola Celletti


“Noi come comitato – aggiunge Celletti – abbiamo portato proposte concrete: i cittadini non possono caricarsi in bolletta tutti i costi provenienti dall’inquinamento ambientale e la regione Lazio dovrebbe finanziare i costi di manutenzione dei dearsenificatori. Ricordiamo che il direttore della Talete Fraschetti ha dichiarato che si spendono 9 milioni di euro all’anno solo per la depurazione e questi soldi non possono uscire unicamente dalle tasche dei cittadini della Tuscia, ma al contrario devono essere finanziati dalla fiscalità generale in quanto l’arsenico è un problema specifico del territorio”.


Viterbo - L'assemblea dei sindaci

Viterbo – L’assemblea dei sindaci a Palazzo Gentili


“Inoltre – spiega poi la rappresentante del comitato – i sindaci hanno il dovere di applicare le delibere approvate nei propri consigli comunali dove al primo punto c’è il divieto di aumento delle tariffe, al secondo la richiesta ufficiale alla Regione del ricorso alla fiscalità generale e al terzo punto la richiesta ufficiale, sempre alla Regione Lazio, dell’applicazione della legge 5 del 2014 che smonta il modello dell’Ato unico e con l’individuazione dei bacini idrografici riporta l’acqua ad una gestione pubblica come richiesto con il referendum del 2011. Le proposte e gli strumenti ci sono, basta la volontà di attuarli ma i sindaci fino ad oggi hanno pensato soltanto alle proprie clientele e a spartirsi le poltrone”.


Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – La consigliera Chiara Frontini


Assieme al comitato anche le consigliere comunali di Viterbo 2020, Chiara Frontini, Patrizia Notaristefano e Laura Chiatti.

“Il rinvio è l’ennesima melina che dimostra l’incapacità della politica dei partiti di decidere – ha commentato Frontini -. L’aumento delle tariffe dell’acqua per coprire i costi di gestione di Talete, una società pubblica che fa letteralmente ‘acqua’ da tutte le parti, è semplicemente inaccettabile in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Purtroppo Talete è una società nata male fin dall’inizio, impostata come carrozzone per sistemare poltrone ed accomodare clientele della politica stessa, che ancora oggi pensa al rinnovo del Cda e non a un piano serio di rilancio o di completo rinnovo del modello gestionale che invece secondo noi è necessario, nella direzione della ripubblicizzazione del servizio”.

“L’unico atto di responsabilità possibile che i sindaci possono fare – ha aggiunto la consigliera – è opporsi all’ennesimo aumento che scarica sulle tasche dei cittadini le mancate scelte di una politica vigliacca e di una gestione men che mediocre. Chi tra i Sindaci il 14 gennaio si opporrà all’aumento avrà il nostro plauso e, senza dubbio, la riconoscenza dei propri cittadini”.

Daniele Camilli


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30 dicembre, 2020

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