Viterbo – “La gara per rifare piazzale Gramsci va subito sospesa. Va vista prima con il consiglio comunale attivando processi di partecipazione con la cittadinanza”. ‘No’ netto di Viterbo 2020 all’idea di restyling della principale piazza a nord della città appena fuori Porta Fiorentina. Pronto anche un progetto alternativo che il gruppo di Chiara Frontini presenterà il 28 gennaio.
“L’idea dell’amministrazione – spiega la capogruppo Chiara Frontini – altro non è che l’ennesima dimostrazione di come si sprecano i soldi pubblici, senza idee e facendo danni. Un intervento appreso dalla stampa, dopo che non più di un anno fa l’assessora Laura Allegrini, esprimendosi proprio su piazzale Gramsci, disse che considerato l’impatto importante che una tale modifica avrebbe comportato in termini di identità e bellezza, non si sarebbe proceduto a una rivisitazione dello spazio se non ci fosse stato il sostegno del consiglio comunale”.
Viterbo – Chiara Frontini, Stefano Floris e Raffaele Pelorosso
“Apprendiamo invece – prosegue Frontini – che tutto è già stato fatto, senza neanche un’illustrazione in commissione, e che si è in procinto di bandire la gara. Una gara che chiediamo di sospendere, per rivedere il progetto con il consiglio comunale, attivando anche dei processi di partecipazione con la cittadinanza ed avviando un processo vero e proprio di rigenerazione e ripensamento di un’area cruciale per la vita quotidiana dei viterbesi”.
La notizia è della scorsa settimana quando l’amministrazione comunale approva il progetto esecutivo per piazzale Gramsci. Tutta la viabilità sarà riqualificata, partendo dalla demolizione dei marciapiedi, alcuni transennati, e dalle aiuole che saranno ridotte di 50 centimetri per aumentare la larghezza della corsia d’inversione di marcia. Saranno poi ridisegnate con siepi di vario genere e fiori.
Viterbo – Piazzale Gramsci
“È inaccettabile che con un importo così importante, 608 mila euro di spesa, si faccia poco più che una gestione ordinaria dello spazio: rifacimento del manto stradale e passaggi pedonali, sopraelevati e per di più a ridosso delle mura medioevali”.
Il progetto del comune prevede inoltre l’abbattimento dei pini. “Pini che invece – commenta Frontini – con qualche accorgimento, possono essere salvati razionalizzando la viabilità e rendendo il verde urbano ancora più fruibile, per poi essere via via sostituiti con una programmazione meno traumatica quando saranno arrivati alla fine del loro ciclo di vita. In questo modo i viterbesi smetterebbero anche di spaccare i semiassi delle automobili, ridando dignità a uno spazio importantissimo per la vita della città”.
Il gruppo di lavoro urbanistica di Viterbo 2020 ha pronto un progetto alternativo che sarà presentato il prossimo 28 gennaio “e che avrebbe dovuto essere sottoposto all’attenzione del consiglio comunale – commenta Frontini – se mai si fosse seguito il percorso di condivisione ipotizzato all’inizio”.
Viterbo – Piazzale Gramsci
“L’area di intervento è a due passi dal centro storico – affermano Stefano Floris, Raffaele Pelorosso e Nicola Cerino del gruppo Urbanistica di Viterbo 2020 – e rappresenta la porta di arrivo alla città. Abbiamo pensato a un intervento non chiuso, incrementale per fasi successive, dove protagonista di questa nuova versione della realtà è proprio l’albero, come elemento legato all’architettura da uno stretto rapporto multidisciplinare capace di coniugare esigenze funzionali, caratteri ambientali, valori culturali, tradizionali e simbolici.
Quella che proponiamo è una buona pratica di integrazione tra l’infrastruttura verde, con i suoi elementi caratterizzanti e le funzioni ecologiche, e il sistema urbano. Un sistema che può avvantaggiarsi anche di piccoli interventi, se visti in una visione strategica volta all’aumento dell’accessibilità ai servizi, alla mobilità dolce e alle aree verdi funzionali. Un progetto condiviso che unisca parti della città e persone e porti ad una maggiore qualità, vivibilità e sicurezza del paesaggio urbano”.
Viterbo 2020 chiede al comune di sospendere la gara prima che partano gli inviti, rimettendo in discussione il progetto.
Viterbo – Andrea Vannini
“Sono stato contattato come docente e tecnico da Chiara Frontini riguardo alla elaborazione di una proposta di rigenerazione urbana a Piazzale Gramsci – spiega Andrea Vannini, professore all’Unitus ed ex assessore comunale all’ambiente – che potesse rimediare all’immediato abbattimento dei pini domestici monumentali della piazza, i quali danno alla stessa una tipica ‘firma paesaggistica’ tanto cara ai viterbesi”.
Vannini ha verificato l’esistenza di limiti alla conservazione dei pini alternativa all’abbattimento. “Dall’ultima relazione di stabilità effettuata per il comune di Viterbo da tecnici liberi professionisti nel 2018 risulta – sottolinea il docente dell’Unitus – che per le piante in oggetto, seppure mature, non è stato prescritto l’abbattimento ad eccezione di due, sebbene il mantenimento di alcune sia giustamente vincolato ad interventi che ne migliorino il consolidamento e la vitalità. Ho ritenuto quindi possibile partecipare allo sviluppo di un’idea di progetto che consideri la realizzazione di un vero e proprio parco urbano a Piazzale Gramsci che, senza costringere ma anzi migliorando la viabilità, amplificherebbe i servizi ecosistemici che il verde offre ai cittadini, oggi molto limitato ad aiuole non calpestabili e poco fruibili”.
Viterbo – Piazzale Gramsci
“Il mantenimento dei pini – conclude Vannini – sarebbe quindi condizionato alla realizzazione di una area a verde fruibile dai cittadini e dalle attività commerciali. Salvaguardando infine l’accesso alla casa di riposo, l’area si trasformerebbe in una zona verde pedonale in continuità. Da Pratogiardino a Piazzale Gramsci”.
Daniele Camilli
– Marciapiedi da rifare e pini da abbattere, come cambierà piazzale Gramsci
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