Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il presidente provinciale dell'Anpi punta il dito anche contro il senatore Fusco e il deputato Rotelli: "Sull'irruzione squadrista on line all'Orioli hanno preferito tacere"

Enrico Mezzetti: “Se il Giorno della memoria diventa un santino non serve più a niente”

di Daniele Camilli

Condividi la notizia:

Viterbo – “Il Giorno della memoria rischia di diventare un ‘santino’. E se diventa un ‘santino’, allora non serve più a niente”. Intervista al presidente provinciale dell’Anpi (associazione nazionale partigiani d’Italia) Viterbo, Enrico Mezzetti, sulla giornata dedicata alla memoria delle vittime della Shoah, lo sterminio nazista e fascista durante la seconda guerra mondiale che vide morire nei campi di concentramento 12 milioni di persone. Mezzetti parla anche dell'”irruzione squadrista on line” dei giorni scorsi all’Istituto superiore Francesco Orioli di Viterbo. Puntando il dito contro il senatore della Lega Umberto Fusco e il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli. “Dovevano intervenire di fronte a queste irruzioni e a questi segni di violenza che richiamano il fascismo – ha detto il presidente dell’Anpi -. Ma hanno deciso di tacere”.


Viterbo - Enrico Mezzetti

Viterbo – Il presidente dell’Anpi Enrico Mezzetti


Presidente Mezzetti, considerate le difficoltà dovute all’emergenza Covid e all’impossibilità di organizzare eventi in piazza oppure in presenza, secondo lei il Giorno della memoria non rischia di diventare la giornata del ricordo del ricordo della Shoah?
“Certo che rischia di diventarlo. Il Giorno della memoria rischia di essere un ‘santino’ e basta. Si tratta di evitarlo, nei limiti delle proprie forze. Se il Giorno della memoria diventa un ‘santino’ allora non c’è dubbio che non serva più a niente. E’ difficile. Oggi è difficile, e tutte le parole rischiano di essere buttate al vento. Se non si riesce più a provare orrore allora effettivamente serve a poco”. 

L’Anpi a quali iniziative prenderà parte?
“Ogni anno partecipavamo all’iniziativa dell’Istituto Fantappie davanti all’abitazione a Porta della Verità da cui furono deportati 3 ebrei viterbesi nei campi di sterminio nazisti. Quest’anno purtroppo la Fantappie non ha potuto fare un’iniziativa pubblica. So che faranno un incontro, ma all’interno della scuola e senza coinvolgere nessuno. Questa è la realtà del momento, l’epoca del virus in cui viviamo. Questa sera (ieri ndr) riuniremo la segretaria dell’Anpi provinciale per vedere a quali iniziative aderire. Con i mezzi di comunicazione consentiti”. 

Quest’anno il Covid ha costretto a rinunciare a tanti momenti commemorativi oppure a ridurne la portata. Secondo lei quanto ha pesato il Covid nel mantenere viva la memoria di eventi o tragedie che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese?
“Ha pesato in maniera enorme. E su questo non c’è dubbio. Le forme attraverso cui si muovono le relazioni democratiche sono state spezzate, interrotte. Ultimamente si sta sviluppando una forma di comunicazione democratica. Un surrogato all’interno del quale poi si inserisce quello che viene definito Zoombombing. Un episodio lo abbiamo avuto di recente all’Istituto superiore Francesco Orioli qui a Viterbo. Ma ci sono stati tantissimi altri episodi. Gruppi organizzati clandestini che irrompono all’interno di eventi on line, captandone i link e si inseriscono con insulti, espressioni oscene oppure inneggiando a Mussolini. Come è successo all’Orioli…”

Una forma di squadrismo on line…
“Sì, sono forme di squadrismo on line. E credo anche che su questo sia necessario intervenire in maniera drastica e senza indulgenze. Ultimamente, senza fare nomi, proprio qui a Viterbo abbiamo avuto anche esaltazioni della X Mas da parte di personalità che rivestivano pure ruoli istituzionali. Con tanto di faccia tosta quando poi dicono che si tratta di espressioni goliardiche, scherzi, ironia. Tutto questo deve essere respinto. E vorrei che le forze politiche, specialmente quelle di destra, perché chi fa queste cose si ispira alla destra, su questi temi fossero chiari. Si dissociassero nettamente. Esprimessero giudizi severi. Non avallassero l’idea che si tratti di ‘goliardate’. Altrimenti il tutto porta a maggiore degenerazione. Qui si tratta di resistere cari miei”. 


Il lager di Bunchenwald

Il lager di Bunchenwald


Come si racconta la memoria della Shoah a studenti che da quasi un anno si trovano a dover apprendere le cose dietro a uno schermo?
“Ci sono delle chiavi di lettura che secondo me sono valide pure in questo momento. La prima è la storia. La storia che ha riguardato i nostri genitori e i nostri nonni. Ha riguardato il nostro Paese poco più di 70 anni fa. Questa storia la dobbiamo raccontare e abbiamo il dovere di farlo.  E non è solo la storia del 27 gennaio 1945 quando l’Armata Rossa buttò giù i cancelli di Auschwitz. E’ la storia del 16 ottobre 1943, con la deportazione degli ebrei romani, è la guerra civile, le leggi razziali, la marcia su Roma, l’omicidio Matteotti, i pieni poteri a Mussolini. E’ la storia del fascismo, che si è poi intrecciata a doppio filo con quella dei nazisti. Entrambi responsabili degli orrori della guerra e dello sterminio nei campi di concentramento. Tutto questo deve essere conosciuto. Il passato non passa mai. Nel presente bisogna vedere le differenze e le somiglianze. Gli elementi in comune con il passato per poterli poi, per quanto riguarda la Shoah, contrastare”.

E quali sono, secondo lei, gli elementi che collegano il presente al passato che ha portato allo sterminio?
“Ad esempio la ricerca del nemico e del complotto. L’emergenza fasulla costruita attorno alla cosiddetta invasione degli immigrati. Oppure la richiesta dei pieni poteri per il capo. Sono elementi che ti rimandano al periodo fascista. La ricerca del colpevole che poi alla fine è sempre il soggetto debole che deve essere colpito. Senti persino parlare di sostituzione etnica. E la gente gli va appresso, mentre altri ci costruiscono attorno vere e proprie carriere politiche. Tutto questo usando lo strumento dell’emergenza. Questa è l’attualità. Discutere della Shoah non è come discutere delle guerre puniche. Discutere della Shoah significa parlare di vicende che ci riguardano da vicino, giorno per giorno. Perché quello che è accaduto può accadere di nuovo. Certo, farlo in epoca di pandemia è molto più difficile. Ma non dobbiamo mai smettere di cercare gli elementi che ricollegano il presente alla realtà che portò allo sterminio. Senza mai dimenticare gli elementi culturali, quelli che formano appunto una cultura, la mentalità di un popolo. E oggi sembra proprio di rivedere nella mentalità italiana chiari elementi di fascismo che la caratterizzano. Soprattutto quando si parla di immigrati. Un serbatoio di odio che prima o poi può esplodere. La situazione è difficile, la rabbia cresce e crescono anche il bisogno di trovare un capo e al tempo stesso un capro espiatorio. Il fascismo non è affatto un discorso scontato. E gli elementi di analogia tra il presente e il fascismo ci sono. Eccome se ci sono”.

A proposito di emergenza, c’è anche chi dice che l’emergenza Covid sia un’invenzione. Tra questi ci sono i negazionisti…
“Se si parla di ‘invasione degli immigrati’, quella è un’emergenza artificiale, una paura creata a tavolino da politici irresponsabili. La pandemia invece non è un’emergenza inventata. E’ un’emergenza reale. Io ho avuto il Covid e sono stato dimesso il 12 aprile, il giorno di Pasqua. La sera ho ricevuto una telefonata di un signore che, senza sapere del mio ricovero, mi chiamava per farmi gli auguri di Pasqua. A un certo punto mi ha detto: ‘ma la sente avvocato ‘sta cazzata del Covid?’. ‘Guardi signore – gli ho risposto – io sono stato dimesso 20 minuti fa per il virus e sono la persona meno adatta a sentire questi cazzo di ragionamenti'”.


Viterbo - Le pietre d'inciampo in via della Verità 19

Viterbo – Le pietre d’inciampo in via della Verità 19


Non crede che il comune di Viterbo, a parte il messaggio agli studenti del sindaco e la scelta personale di Arena di portare un mazzo di fiori a Porta della Verità, abbia fatto ben poco per celebrare il Giorno della memoria?
“Il comune? Mi sbaglio o al comune ci stanno la Lega e Fratelli d’Italia? Loro avrebbero dovuto essere in prima fila. Così come avrebbero dovuto essere in prima fila a denunciare l’irruzione squadristica all’Istituto Orioli. Avrebbero dovuto essere loro i primi a parlare. Il senatore della Lega Umberto Fusco e il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli. Loro dovevano intervenire di fronte a queste irruzioni e a questi segni di violenza che richiamano il fascismo. Ma hanno deciso di tacere. Apprezzo invece la scelta del sindaco Arena di portare un mazzo di fiori a Porta della Verità“.

Secondo lei perché avrebbero deciso di tacere?
“Bisognerebbe chiederlo a loro. Ma secondo me su queste vicende non intervengono mai”. 

Perché?
“Perché c’è un problema di voti? Perché poi la gente che fa queste cose, come l’irruzione all’Orioli, poi vota per loro? Perché chi ha deciso di tacere lo ha fatto per non perdere voti? Perché quella è una parte del loro bacino elettorale?”

Tuttavia anche da parte della sinistra o del centrosinistra viterbesi non è che ci siano state prese di posizione nette…
“La sinistra se a Viterbo esiste questo non lo so. Se la sinistra c’è batta un colpo”. 

Daniele Camilli


Articoli: Anpi: “Celebrare il Giorno della Memoria significa impegno per giustizia, pace e rispetto dei diritti” – L’archivio di stato partecipa al ricordo con una mostra online – Manuela Benedetti (Pd) “ll ricordo diventa necessario affinché la storia sia d’insegnamento”


Condividi la notizia:
27 gennaio, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR