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Washington - All'interno si stava ratificando la vittoria elettorale di Joe Biden - I leader del congresso per sicurezza sono stati trasferiti in una base militare - 13 persone sono state arrestate e 5 armi da fuoco sono state sequestrate - La certificazione della vittoria di Biden è ripresa - Facebook blocca Trump per 24 ore

Sostenitori di Trump assaltano il parlamento con le armi – Quattro i morti, 13 i feriti e 52 gli arrestati

di Alessio Bernabucci
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Washington - Sostenitori di Trump, armati e mascherati, fanno irruzione nel parlamento americano

Washington – Sostenitori di Trump, armati e mascherati, fanno irruzione nel parlamento americano


Washington  – Ore 9,41 – 7 gennaio – Il congresso ha proclamato ufficialmente la vittoria di Joe Biden.

Ore 6,15 – 7 gennaio –  Alla fine degli scontri quattro sono stati i morti, 13 i feriti e 52 gli arrestati.

Ore 4,15 – 7 gennaio – Il senato ha respinto la mozione che chiedeva di escludere dal conteggio dei voti dei grandi elettori quelli dell’Arizona, citando brogli inesistenti. I repubblicani hanno affermato che non avrebbero più contestato il risultato elettorale.


Ore 3,31 – 7 gennaio – Tra gli esponenti del governo si sta valutando la rimozione di Donald Trump, attraverso il 25esimo emendamento della costituzione usa che prevede il trasferimento dei poteri al vicepresidente. Secondo la Cnn,

Ore 3,10 – 7 gennaio – Lo stato di New York invia 100 soldati della guardia nazionale a Washington. Il governatore Andrew Cuomo spiega che resteranno per due settimane, cioè fino al giuramento di Biden.


Ore 3,00 – 7 gennaio – Il procuratore generale del distretto di Columbia Karl Racine chiede che il vicepresidente Mike Pence riunisca il governo per invocare il 25esimo emendamento per rimuovere Donald Trump dall’incarico. L’emendamento prevede che il presidente venga esautorato quando non è in grado di governare e ne prenda il posto il vicepresidente.


Ore 2,45 – 7 gennaio – Facebook blocca Trump per 24 ore.


Ore 2,15 – 7 gennaio – Il vicepresidente uscente Mike Pence riavvia i lavori del senato e difende le istituzioni democratiche dalla violenza. 


Ore 2,10 – 7 gennaio – Il congresso ha ripreso i lavori per la certificazione dei voti e della vittoria di Biden.

Ore 2,04 – 7 gennaio – L’ex presidente Barack Obama: “La storia ricorderà giustamente la violenza di oggi al Campidoglio, incitata da un presidente in carica che ha continuato a mentire senza fondamento sull’esito di un’elezione legale, come un momento di grande disonore e vergogna per la nostra nazione”.


Ore 2,00 – 7 gennaio – La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez chiede l’impeachment di Trump.


Ore 1,23 – 7 gennaio – Twitter minaccia il blocco permanente di Donald Trump.


Ore 00,58 – 7 gennaio – Chuck Schumer, leader della minoranza del senato usa: “La certificazione della vittoria di Biden riprende tra breve”.


Ore 00,45 – 7 gennaio – La speaker Nancy Pelosi: “Si riprendono i lavori per certificare la vittoria di Biden”


Ore 00,39 – 7 gennaio – Donna morta durante l’assalto, sì tratterebbe una manifestante pro Trump.


Ore 00,21 – 7 gennaio – L’ex presidente George W. Bush: “Scene disgustose che spezzano il cuore”.


Ore 00,13 – 7 gennaio –  “Queste sono le cose che accadono quando una vittoria elettorale schiacciante viene spogliata brutalmente dai grandi patrioti che sono stati trattati in maniera ingiusta per così tanto tempo. Tornate a casa con amore e in pace. Ricordate questo giorno per sempre!” ha scritto su Twitter Donald Trump.


Ore 00,12 – 7 gennaio – Potrebbe riprendere stanotte la seduta interrotta del Congresso con cui sarebbe dovuta essere certificata la vittoria elettorale di Joe Biden.


Ore 23,50 – Stando a quanto riferisce l’Nbc, che cita fonti istituzionali, è morta la persona rimasta ferita negli scontri all’interno del parlamento. Sì tratterebbe della a donna, una manifestante ferita al petto da un colpo di arma da fuoco.


Ore 20,45 – Fonti ufficiali riferiscono che il complesso del Congresso è ora sicuro. L’Fbi riporta di aver disinnescato due possibili ordigni esplosivi.


Ore 22,30 – Stando a quanto riferiscono i media statunitensi, 13 persone sono state arrestate e 5 armi da fuoco sono state sequestrate. La polizia sta sgombrando Capitol Hill dai rivoltosi.


Ore 23,00 –  I leader del congresso per sicurezza sono stati trasferiti in una base militare


Washington – Sostenitori di Trump, armati e mascherati, fanno irruzione nel parlamento americano. Sono stati quattro i morti, 13 i feriti e 52 gli arrestati.
Uomini armati hanno circondato e assaltato il parlamento, mentre era in corso la certificazione da parte del Congresso della vittoria elettorale di Joe Biden. Alcune agenzie di stampa riferiscono di aver sentito anche dei colpi di armi da fuoco.


Washington - Sostenitori di Trump, armati e mascherati, fanno irruzione nel parlamento americano


Il processo di certificazione del voto è stato interrotto ed è intervenuta la polizia per scortare i parlamentari in un luogo sicuro. Trump ha attaccato in particolare il vicepresidente Mike Pence, che si è rifiutato di contestare la vittoria di Biden. Uno dei sostenitori di Trump sarebbe anche riuscito ad entrare nell’aula del Senato e si sarebbe seduto sul seggio riservato al vicepresidente Mike Pence.
È stata mobilitata anche la Guardia nazionale americana, che disporrebbe di circa 1100 uomini. L’intervento della Guardia nazionale cercherà di fare irruzione nel Campidoglio e liberarlo dai manifestanti di Trump che si trovano all’interno.


Washington - Sostenitori di Trump, armati e mascherati, fanno irruzione nel parlamento americano


Stando a quanto riferisce l’Abc news, una donna sarebbe stata colpita da un colpo di arma da fuoco all’ingresso di Capital Hill. I leader del congresso per sicurezza sono stati trasferiti in una base militare.

“Restate tranquilli. Per favore, sostenete la polizia e le forze dell’ordine, sono davvero dalla parte del nostro paese” ha twittato Donald Trump sul suo profilo social.
“Questo è sbagliato e non è quello che siamo” ha scritto il figlio di Trump su Twitter.


Il tweet di Trump

Altre proteste, con minore gravità e coinvolgimento di manifestanti, si stanno tenendo anche in altre città americane, tra cui Denver, Topeka, Salem e Atlanta. 

Alessio Bernabucci


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6 gennaio, 2021

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