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Politica - Alvaro Ricci (Pd) sprona il sindaco Arena: "Unire i due territori è un'idea vincente, riparta dal protocollo Civiter"

“Un referendum popolare sulla provincia Viterbo-Civitavecchia”

di Alessandro Castellani

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Alvaro Ricci

Alvaro Ricci


Viterbo – “Una provincia Viterbo-Civitavecchia è un’idea che non ha punti deboli. Si potrebbe fare un referendum popolare per darle ancora più forza”. Alvaro Ricci, capogruppo Pd nel consiglio comunale di Viterbo, rilancia l’invito del sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco ad aprire un dibattito sull’unione politica tra le due città. E ricorda il protocollo del Civiter, “che è già in vigore e potrebbe essere la base di partenza”.

Il Civiter, l’accordo di sinergia programmatica sottoscritto a febbraio 2015 dai comuni di Civitavecchia, Rieti, Terni e Viterbo, quando a palazzo dei Priori c’era la giunta guidata da Leonardo Michelini (con lo stesso Ricci assessore). “Un documento – spiega l’esponente del Pd – che è ancora valido, ma è stato accantonato perché in politica funziona sempre così: cambia la giunta e si cancella quello che era stato cominciato da quella prima”.

All’epoca Ricci aveva “seguito personalmente” la vicenda del Civiter e ricorda il “grande entusiasmo” con cui fu accolta la firma del protocollo. “Tutti credevano a quell’accordo strategico – racconta – perché s’era capito il potenziale enorme generato dall’unione di quei quattro territori che, al completamento della nostra Viterbo-Civitavecchia, si ritroveranno collegati tra loro nel giro di un’ora e mezza di macchina. Immaginate quali enormi prospettive si aprivano mettendo insieme il Terminillo con uno dei porti più grandi d’Europa, la forza industriale di Terni e la ricchezza culturale e agricola della Tuscia”.

Poi, però, s’è verificato quello che Ricci definisce “il vero problema della politica di tutti i colori: si ragiona solo sull’ordinario e sulla prospettiva del singolo mandato. Le amministrazioni dei quattro comuni sono cambiate e del Civiter non si è più parlato”.

Ma il capogruppo viterbese del Pd si riaccende dopo l’uscita di Tedesco. “Dentro il ragionamento del sindaco di Civitavecchia – spiega – c’è anche il protocollo del Civiter, che è sempre in vigore e quindi potrebbe essere riattivato anche subito. Da lì si potrebbe partire per costruire la provincia unita Viterbo-Civitavecchia”.

Un’idea, quella della provincia allargata, che secondo Ricci “non ha punti deboli”, perché permetterebbe di “dare più forza alle istanze politiche e infrastrutturali, come l’alta velocità a Orte, potenziare il sistema sanitario del territorio, aprire ulteriori prospettive all’università, migliorare la rappresentatività parlamentare del territorio alla luce della nuova riforma costituzionale. E chissà quali altri scenari positivi si potrebbero prefigurare per Viterbo, che in tutto questo sarebbe baricentrica”.

Ecco, quindi, la mano tesa a Giovanni Arena, nonostante la rivalità politica. “Il sindaco di Viterbo – dice Ricci – dovrebbe riprendere il discorso del Civiter, che tra l’altro non prevede poltrone o stipendi aggiuntivi per nessuno e quindi sarebbe a costo zero, poi fare da locomotore al progetto con la sua maggioranza, l’intero consiglio comunale, le associazioni datoriali e sindacali e i sindaci degli altri comuni. Se c’è l’humus politico ed economico, allora avrà senso lanciare un referendum tra i cittadini. Questo è un processo a medio-lungo termine e come tale va sostenuto da tutti, a prescindere dal partito”.

E se in regione non dovessero essere d’accordo? “Intanto facciamo il nostro percorso – risponde Ricci -. Se i territori esprimeranno una volontà netta, non credo che qualcuno si metterà di traverso”.

Per il capogruppo del Pd, quindi, la provincia di Viterbo-Civitavecchia è qualcosa di più concreto di un semplice sogno. Da vivere con una punta d’orgoglio: “Consentitemi di prendermi un minimo di merito – conclude -. Finora gli unici ad aver concluso qualcosa in questa storia, con la firma del Civiter, siamo stati noi dell’amministrazione Michelini”.

Alessandro Castellani


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11 gennaio, 2021

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