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Viterbo – Biagio Eramo è il nuovo amministratore unico Talete.
I sindaci-soci hanno scelto il successore del presidente Andrea Bossola, stabilendo un cambiamento netto nella governance della società idrica. Non più un consiglio d’amministrazione a tre, ma una sola figura, l’amministratore unico, appunto.
Al nome si è arrivati valutando diverse opzioni sul tavolo, portate poi a tre, all’attenzione del comitato ristretto dei sindaci.
Una scelta in perfetto stile Talete, con qualche colpo di scena, a cominciare dall’intervento da parte del sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi.
In assemblea si è scagliato contro la scelta dell’amministratore unico. Non il nome, probabilmente nemmeno la figura tecnica, ma più per come i partiti abbiano preso la decisione. Non comunicandolo alla Lega.
Pare che il senatore leghista Umberto Fusco non l’abbia presa molto bene. La reazione di Giulivi e della Lega in generale ha suggerito una sospensione, chiesta dal primo cittadino di Bassano in Teverina Alessandro Romoli. Pausa fino alle 16,30 per ricucire. Poi il ritorno e dopo le 17 all’assemblea la proposta di Eramo, che è stata approvata. Due le astensioni, tra cui quella del sindaco di Bomarzo Marco Perniconi, che aveva votato contro la scelta dell’amministratore unico ritenendo che per Talete fosse più utile un cda.
Eramo, 61 anni di Roma, è ingegnere, una laurea conseguita all’università La Sapienza in Ingegneria civile idraulica, con indirizzo igienico sanitario. Nutrito il curriculum d’esperienze nel settore e di pubblicazioni nello stesso ambito.
Una decisione che arriva sul filo dello scadere dei 45 giorni entro cui andava nuovamente ridata una guida a Talete.
Il consiglio d’amministrazione è decaduto prima con le dimissioni della consigliera Stella, seguita da Fraticelli e infine, ha lasciato pure Bossola, finora in carica per l’ordinaria amministrazione.
Biagio Eramo dovrà prendere decisioni di un certo peso.
Restano sospesi adeguamento tariffario, con relative polemiche su rincari in bolletta e finanziamento, necessari alla società idrica, senza dimenticare l’altra partita, relativa ai comuni ancora fuori.
Giuseppe Ferlicca
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