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Viterbo - La consigliera Chiara Frontini interviene sull'incidente di via San Biele - Sabato due autobus si sono scontrati all'interno del deposito

“Francigena, quanto accaduto ha messo in serio pericolo i lavoratori”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Su Francigena è tempo delle decisioni, basta vivacchiare. Quanto accaduto nei giorni scorsi ha messo in serio pericolo l’incolumità dei lavoratori, tema sul quale non si può tacere”. Opposizione di nuovo sul piede di guerra. Interviene Chiara Frontini, consigliera del gruppo Viterbo 2020 a Palazzo dei Priori. Nell’occhio del ciclone sempre la Francigena, società di trasporto locale interamente partecipata dal comune. Prima la vicenda del prelievo in busta paga a 5 lavoratori, poi le dimissioni dell’amministratore unico Guido Scapigliati per una serie di post Facebook che inneggiavano a Tar e Brigate rosse e l’altro giorno un autobus che, al deposito di via San Biele vicino Porta Romana, ha accelerato, sfrenandosi e finendo contro un altro mezzo. Tutto da solo, verso le 123 di sabato. E per poco, pare, non c’è finito in mezzo un lavoratore.


Viterbo - uno dei mezzi Francigena coinvolti nello scontro

Viterbo – Uno dei mezzi Francigena coinvolti nello scontro


“Alla base di tutto questo – prosegue Frontini – ci sono l’assenza di investimenti sui mezzi, la disattenzione nel continuare a mettere su strada un mezzo che, da quanto riferiscono i lavoratori, era già stato segnalato più volte, e l’infelice scelta di esternalizzare l’officina, che ha portato a un aumento dei costi e una diminuzione della qualità del servizio. Con tempi di attesa lunghi e mezzi che tornano senza essere stati riparati”.


Chiara Frontini

Viterbo – La consigliera comunale Chiara Frontini


Sabato mattina l’incidente. Secondo quanto raccontato dai sindacalisti della Uil Trasporti e della Faisal Cisal, un autobus, la vettura numero 42, sarebbe arrivata in deposito a fine corsa. Per poter di nuovo prendere servizio. “Quando i mezzi arrivano – hanno raccontato i sindacati – vengono parcheggiati accessi e con il freno a mano tirato. In attesa della sanificazione nel rispetto della normativa anti Covid. Si tratta di freni a mano pneumatici. Basta tirare una leva e anche se c’è la marcia inserita, l’autobus non si muove, soprattutto se ci sono le porte aperte”.


Viterbo - Autobus Francigena

Viterbo – Un autobus Francigena


E invece sabato scorso “per poco – hanno aggiunto Uil Trasporti e Faisal Cisal – non si è sfiorata la tragedia. Per poco non c’è scappato il morto”. Infatti, appena la vettura numero 42 è arrivata in deposito, si è presentato anche il lavoratore per la sanificazione. “Appena messo piede, il lavoratore si è accorto che l’autobus ha iniziato ad accelerare da solo e a procedere in retromarcia. Fino a schiantarsi contro il mezzo che stava dietro, il numero 58, anch’esso in attesa di riprendere servizio. Spaccandogli il parabrezza. Meno male che il lavoratore se ne è reso conto, evitando che l’autobus gli finisse addosso schiacciandolo. C’è mancato poco”.


Viterbo - uno dei mezzi Francigena coinvolti nello scontro

Viterbo – Uno dei mezzi Francigena coinvolti nello scontro


“Ma come si può pensare di traghettare questa città nel futuro – sottolinea poi Chiara Frontini – senza una politica di trasporto pubblico locale che incentivi i viterbesi a diminuire l’uso del mezzo proprio? Di certo, questi eventi non fanno una buona pubblicità all’azienda, veicolando nei già pochi passeggeri il rischio di finire su macchine difettose. Proprio qualche giorno fa abbiamo chiesto in Consiglio comunale la presentazione di un piano di rilancio entro e non oltre il 30 giugno, anche in vista delle recenti riforme regionali sul trasporto pubblico locale. Richiesta respinta da una maggioranza che fino a qualche giorno non si era neanche posta il problema di come gestire questi cambiamenti e che non vede l’ora di disfarsi di Francigena, che per loro è solo un costo e una fonte di problemi”.

“Con questo approccio – conclude la capogruppo di Viterbo 2020 – ecco i risultati. A me hanno insegnato che bisogna fare di tutto affinchè i problemi vengano trasformati in opportunità, mentre invece qui la scuola sembra essere un’altra: aggirarli o far finta che non esistano, prendendo se possibile la strada più breve. Che spesso, ahimè, è anche la meno lungimirante e più dannosa per la collettività”.

Daniele Camilli


“Tragedia sfiorata al deposito di via San Biele, autobus si sfrena e va sbattere su un altro”


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17 febbraio, 2021

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