Un bombardiere da attacco al suolo in picchiata A-36 americano
Graffignano – “Ho visto Johnson lanciarsi con il paracadute mentre alle sue spalle l’aereo precipitava”. È quanto riportato nel rapporto di perdita (macr – missing air crew report) del pilota statunitense dal capo squadriglia Edward Ryan per il suo mancato rientro alla base.
Era il 14 aprile 1944, in piena seconda guerra mondiale, quando il bombardiere da attacco al suolo in picchiata A-36 (serial number 42-84015), dopo un’azione contro la linea ferroviaria, rimase danneggiato e precipitò nei boschi di Montepimpio a Graffignano.
Il pilota ventiquattrenne Walter Johnson, appartenente al 525th squadron dell’86th fighter-bomber group dell’Usaaf, riuscì a paracadutarsi ma venne immediatamente fatto prigioniero dai fascisti e dai tedeschi.
A distanza di 77 anni, questo episodio di guerra è stato ricostruito nei dettagli con la collaborazione dell’associazione Air Crash Po, nelle persone di Luca Gabriele Merli ed Agostino Alberti, del sindaco di Graffignano Piero Rossi, di Tommaso Bernardini e di Giulio Gregori.
Grazie alle testimonianze dell’epoca, ai documenti dell’archivio storico di Graffignano e ai rapporti di guerra americani è stato identificato il velivolo e il suo pilota ed è stato possibile ritrovare l’esatto luogo dove l’aereo precipitò.
Particolari dettagli dell’episodio di guerra emergono dal rapporto di perdita (macr numero 3985) del pilota Walter Johnson rilasciato dal capo squadriglia di quella missione, il tenente Edward H. Ryan Jr.
Il macr veniva redatto dalle forze aeree statunitensi nel caso di mancato rientro alla base di equipaggi di volo.
Il pilota americano Walter Johnson (findagrave.com)
Nella missione di bombardamento di quel lontano 14 aprile 1944, otto bombardieri da attacco al suolo in picchiata A-36 decollarono dall’aeroporto di Pomigliano per un’azione di mitragliamento e bombardamento della linea ferrovia tra Alviano e Castiglione.
Subito dopo il bombardamento, intorno alle 10,20, l’aereo di Johnson rimase danneggiato e poco dopo precipitò. Il pilota non poté fare altro che lanciarsi con il paracadute.
La causa dell’abbattimento è controversa. Infatti, dai documenti dell’archivio storico di Graffignano, risulta che la contraerea tedesca ha rivendicato l’abbattimento, mentre dai rapporti americani si evidenza che probabilmente il velivolo venne colpito dai frammenti delle esplosioni delle stesse bombe sganciate contro la linea ferroviaria.
Ecco di seguito la testimonianza del capo squadriglia Edward H. Ryan Jr. allegata al rapporto dopo il rientro alla base da quella missione.
“Il 14 aprile 1944 ero a capo di una squadriglia di otto aerei – scriveva Edward Ryan – per una missione di bombardamento in picchiata della linea ferroviaria appena a sud di Orvieto. Il tenente Johnson era il leader della seconda sezione della formazione. Abbiamo effettuato l’avvicinamento all’obiettivo come programmato con una formazione in due sezioni da quattro aerei mentre, alla mia destra, il tenente Johnson era leggermente sfalsato. Gli altri aerei aspettavano che io sganciassi le mie bombe. Le ho sganciate con un angolo di picchiata di 45 gradi da circa 400 piedi di altitudine. Come gli aerei sono risaliti di quota, ho notato che dall’aereo di Johnson usciva del fumo bianco”.
Un A-36 dell’86th Fighter bomber group in Italia
La formazione incontrò anche del fuoco di contraerea, probabilmente posta a Solis, una zona nelle vicinanze di Graffignano dove i tedeschi avevano posizionato dei cannoni da 88 millimetri.
“La formazione – aggiungeva il tenente Ryan nel rapporto numero 3985 – si diresse verso sud dove, a cinque miglia dal bersaglio, incontrammo una flak da 88 millimetri intensa e accurata. Il contatto radio con il tenente Johnson non era buono, anche se ho pensato che lui avrebbe provato a mettersi in frequenza il più vicino possibile alla costa”.
Ma l’A-36 (serial number 42-84015) era troppo danneggiato e poco dopo il pilota fu costretto a lanciarsi con il paracadute. Si salvò ma venne catturato dai tedeschi e dai fascisti e poi tradotto nel campo di prigionia Stalag Luft III nella Bassa Slesia vicino alla città di Sagan in Polonia. Successivamente venne trasferito in quello di Nürnberg Langwasser in Baviera. Al termine della guerra tornò negli Stati Uniti dove morì nel 1990.
“Tre o quattro minuti dopo – continuava il rapporto di perdita – dopo aver lasciato il bersaglio, Johnson si è lanciato con il suo paracadute a circa tremila piedi di altitudine. Ho visto il suo paracadute aprirsi e l’ho visto scendere fino a mille piedi da terra. Poi me ne sono dovuto andare a causa della flak”.
L’aereo di Johnson, ormai privo di controllo, si andò a schiantare nel bosco di Montepimpio.
Proprio lì, a distanza di 77 anni, sono stati ritrovati dei resti che, tramite dei numeri seriali, hanno permesso, con la collaborazione dell’associazione Air Crash Po, l’esatta identificazione del velivolo e quindi di ricostruire le sorti del suo pilota.
Graffignano – Parte della strumentazione radio rinvenuta dell’A-36
“Dopo che il tenente Johnson si era lanciato, – concludeva il tenente Ryan nel suo rapporto – alle sue spalle l’aereo è sceso in picchiata ma non l’ho visto schiantarsi al suolo. Secondo me il danno all’aereo del tenente Johnson è stato causato dalle esplosioni delle nostre bombe perché sul bersaglio non c’era nessuna contraerea. Credo che si sia schiantato appena ad ovest del paese di Castiglione”.
A seguito di questa ricerca sono stati rintracciati i figli dell’aviatore statunitense e con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Graffignano ora sono in fase di studio alcune iniziative tra cui la musealizzazione dei resti dell’aereo per dare il giusto ricordo a questo episodio della seconda guerra mondiale.
Michele Mari
Articoli: – “14 aprile 1944, precipita un bombardiere americano… È l’A-36 di Walter Johnson” – “Bombardiere americano precipitato, ricorderemo l’episodio con uno spazio espositivo”
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