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Capranica - L'ex calciatore era da tempo inchiodato a letto dalla Sla ma aveva deciso di non arrendersi alla malattia

È morto Luca Pulino

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Luca Pulino

Luca Pulino

Capranica – È morto Luca Pulino. 

Aveva cinquant’anni (compiuti il 27 gennaio scorso), da 19 era inchiodato a letto dalla sclerosi laterale amiotrofica, meglio nota come Sla, diagnosticatagli il 23 febbraio 2002.

Si è spento durante la notte, dopo un peggioramento in queste ultime settimane che aveva reso necessario il trasporto al Policlinico Gemelli di Roma. 

Pulino, originario di Capranica, dove ha sempre vissuto, era diventato un simbolo della resistenza alla malattia.

Aveva deciso di non arrendersi alla Sla, di rendere pubblica la sua storia raccontandola su un blog che aveva chiamato “Le porte della speranza”, da cui è nata una onlus omonima.

Voleva una vita piena comunque, pur con tutti i limiti della sua patologia, che chiamava “la bastarda” e alla quale non voleva darla vinta. Luca era orgoglioso di aver scelto di continuare a vivere, nonostante le molte sofferenze. 

Ex calciatore del Capranica, negli anni ha organizzato molte iniziative sportive a scopo benefico, come la corsa “CorriAmo Ronciglione” e la pubblicazione del libro “E il meglio deve ancora venire”.

Molto attivo anche sui social, aveva un fan club che lo sosteneva e i cui membri, oggi, sono straziati dal dolore. A marzo dell’anno scorso, appena l’Italia entrò in lockdown, pubblicò un messaggio che scosse tutti.

“Io sono in quarantena da diversi anni – scrisse -. È il prezzo da pagare perché ho scelto di vivere e avendolo scelto non mi lamento. Il fatto che sono abituato non è detto che sia più semplice. Io però posso sicuramente capire quanto sia difficile stare tutti i santi giorni a casa. Oltretutto immobilizzato a letto. Per la stragrande maggior parte di voi però è una quarantena limitata, mentre io continuerò a farla”. 

“Io capisco che non è una situazione semplice – proseguiva il suo messaggio – sia dal punto di vista psicologico che fisico, ma è stato chiesto un piccolo grande sacrificio a tutti noi, per il nostro bene! Rimango veramente perplesso e basito che c’è ancora tanta gente che non l’ha capito! Tutto questo per dirvi che? State a casa e non rompete”. 

Da stamattina la sua bacheca – e non solo – si è riempita di messaggi di cordoglio e di mille saluti affettuosi al “guerriero”, alla “roccia”, al “capitano con la fascia al braccio, messa lì ben salda per mostrare a tutti noi come vivere ma soprattutto come lottare ogni giorno contro ogni difficoltà, perché è questo che fanno i capitani”, gli ha scritto un amico. Una morte che scuote Capranica e l’intera provincia.

Domani, lunedì primo marzo, alle 15,30, i funerali al campo sportivo dove si allena la squadra di calcio Romaria, in via Martiri di Via Fani a Capranica. 


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28 febbraio, 2021

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