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Orte - Dopo le dimissioni dell'assessore Bacchiocchi, Idee chiare, Anima Orte e l'ex vicesindaco Fuselli chiedono un consiglio comunale straordinario: "Situazione politica e amministrativa grave"

Mozione di sfiducia al sindaco, l’opposizione vuole la testa di Giuliani

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Orte - I consiglieri comunali d'opposizione Primieri, Claudiani, Savoia e Ciocchetti

Orte – I consiglieri comunali d’opposizione Primieri, Claudiani, Savoia e Ciocchetti


Orte – (a.c.) – Dopo le dimissioni dell’assessore ai Lavori pubblici e Sport, Diego Bacchiocchi, i consiglieri comunali d’opposizione di Idee chiare e Anima Orte e l’ex vicesindaco Mariastella Fuselli chiedono un consiglio comunale straordinario per votare la mozione di sfiducia al sindaco Angelo Giuliani. “La situazione politica e amministrativa di Orte è troppo grave per restare a guardare” è il commento degli esponenti di minoranza.

Le dimissioni di Bacchiocchi, che si aggiungono a quelle già registrate di Fuselli e al passaggio in minoranza del presidente del consiglio comunale Marco Tofone, fanno mancare il terreno sotto i piedi della maggioranza. Se tutti e tre i consiglieri in rottura con Giuliani voteranno la sfiducia, infatti, il sindaco non avrà più i numeri per governare e il comune sarà commissariato fino alle prossime elezioni. 

Nella lettera inviata ieri a Tofone e al prefetto di Viterbo Giovanni Bruno per chiedere la convocazione della seduta straordinaria, i consiglieri d’opposizione e l’ex vicesindaco ricostruiscono la vicenda della crisi di maggioranza e aggiungono altre motivazioni “amministrative e politiche” per avvalorare la presentazione della mozione di sfiducia.

Tra queste: “uso non giustificato e non plausibilmente motivato di ordinanze contingibili e urgenti, recentemente adottate dal sindaco, al fine di realizzare alcuni lavori pubblici, malgrado l’assenza della necessaria copertura economica”, “l’accensione di mutui per colmare lacune e inadempienze amministrative e il recente atto di indirizzo della giunta municipale per l’estensione di un mutuo precedentemente contratto, per il raggiungimento di un accordo bonario i cui presupposti violano le vigenti norme sul codice degli appalti” e “azioni amministrative di dubbia legittimità, senza per questo aver mai ricevuto riscontri chiari ed esaustivi”.

Secondo i consiglieri di minoranza, non è possibile “assistere ulteriormente e passivamente alle suesposte situazioni, senza apparire inadempienti e complici di fronte alla collettività”.


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11 marzo, 2021

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