Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Degrado nel centro storico, il silenzio assenso dell’amministrazione comunale.
Luca Mecarini
Le immagini del degrado apparse sugli articoli pubblicati da Tusciaweb in questi giorni e le legittime voci di protesta lanciate dai residenti sembrerebbero non interessare i nostri amministratori.
Né una risposta né una pubblica manifestazione d’interesse.
Si potrebbe pensare, a voler essere ingenui ottimisti, a un silenzio figlio di una dignitosa presa di conoscenza in attesa della predisposizione di misure da attuare anche se la realtà, purtroppo, sembrerebbe prospettare tutt’altro scenario.
E infatti basta scorrere gli articoli delle cronache locali per capire che tale silenzio è dovuto al fatto che tali “illuminati amministratori” siano, in realtà, intenti a dirimere ben altre e più importanti situazioni.
Potrebbero pensare i “nostri”: ma con quale diritto e soprattutto con quale irriguardoso rispetto delle istituzioni dei semplici cittadini pretendono di anteporre quei banali problemi di degrado, sicurezza e convivere sociale quando le situazioni “scottanti” sono altre come quella, ad esempio, di trovare il modo di sostituire il defenestrato assessore Contardo o la di lui gentil consorte, senza urtare la sensibilità dei referenti romani?
Oppure, come ridistribuire le deleghe rimpastando, smussando, inciuciando a favore del saltimbanco di turno?
E ancora e soprattutto, come tirare a campare mantenendo in piedi questo baraccone privo di sostanza e contenuto fino alla fine del mandato?
Come biasimarli difronte a cotanta urgenza e pubblico interesse!
Se tutto ciò non coinvolgesse e soprattutto non fosse fatto a scapito dei destini di una città e di un territorio, si potrebbe affermare che tale “tragicomico teatrino” sarebbe anche divertente e degno di essere romanzato.
Tuttavia, essendo la questione relativa al destino e alla gestione di una città cosa molto seria, corre l’obbligo di ricondurre la vexata quaestio di cosa significhi amministrare e come amministrare a un piano di assoluta serietà e denuncia.
Nello zoom una siringa abbandonata per terra
Ebbene, i nostri solerti amministratori ben sapranno che il nostro legislatore ha ricondotto al silenzio e all’inerzia una significanza positiva.
In parole semplici: il silenzio dell’amministratore di fronte a una richiesta del cittadino si traduce in una risposta positiva, cioè un assenso, trascorso un certo periodo di tempo.
Se ciò è vero, considerato che ormai da anni, e da ultimo in questi giorni, le richieste di decine e decine di cittadini, manifestate sia in forma individuale sia in forma di inascoltati comitati cittadini, sono rimaste lettera morta, non si potrà che dedurre che l’amministrazione comunale abbia prestato e presti tutt’ora il proprio assenso affinché il centro di Viterbo sia quel far west che ormai tutti conosciamo.
Analogamente non si potrà ancora che affermare che chi ci amministra abbia prestato e presti il proprio assenso affinché il degrado, il bivacco, l’incuria e lo scempio al quale quotidianamente assistiamo sia diventato l’emblema e il biglietto da visita di questa città, pur piena di bellezza e patrimoni culturali.
Se ciò è il risultato della loro lungimirante attività amministrativa (e sostenere il contrario sarebbe francamente esercizio ardito), i nostri affannati amministratori, ai quali tanto per essere chiari chi scrive così come molti altri ha accordato la propria preferenza, dovrebbero semplicemente capire che amministrare è semplicemente il contrario di quello che stanno facendo.
Amministrare significa curare e perseguire l’interesse pubblico anteponendolo alle proprie ambizioni, esigenze e necessità.
Dovrebbero altresì ricordare che per amministrare non basta essere brave persone (e ci mancherebbe altro) ma occorre avere capacità, impegno e lungimiranza.
Dovrebbero sempre ricordare che per amministrare non basta formare una coalizione ma occorre che nella stessa sussistano idee condivise da attuare a favore della collettività e da perseguire a scapito di ogni contrario interesse derivante da opportunità e convenienza personale.
Dovrebbero inoltre capire che per amministrare non basta presenziare a inaugurazioni (e qui mi tacito), commemorazioni e funerali (in quest’ultimi con una frequenza degna da far impallidire anche la più longeva tra le agenzie di onoranze) ma occorre fare azioni concrete.
Da ultimo, e forse cosa più importante, dovrebbero capire che fare un passo indietro non sarebbe mai un atto di debolezza o una sconfitta ma semplicemente una doverosa e decorosa presa di conoscenza del fallimento del tentativo di amministrare la città nella consapevolezza, in caso contrario, che ogni cittadino che abbia a cuore le sorti della città avrà comunque in futuro modo di ben giudicare e scegliere.
Luca Mecarini
Avvocato
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