Civita Castellana – Il nuovo segretario comunale rinviato a giudizio per maltrattamenti.
Una notizia bomba sta scuotendo il comune di Civita Castellana. Il futuro segretario comunale Luigi Rocco Bronte, nominato dal sindaco Luca Giampieri, dovrebbe insediarsi in comune il 10 maggio.
Bronte, iscritto all’albo dei segretari comunali e provinciali della Sicilia, è stato però rinviato a giudizio, lo scorso 23 marzo, dalla gup Ersilia Guzzetta del tribunale di Gela, per maltrattamenti alla moglie. Fatti commessi alla presenza dei bambini, secondo l’accusa. La prima udienza del processo è fissata per il 2 marzo del prossimo anno.
Civita Castellana – Piazza Matteotti – Il comune
Un fatto che potrebbe creare problemi alla giunta e all’amministrazione guidata da Giampieri.
Bronte dovrebbe andare al posto di Elisabetta Montanari che ha sostituito temporaneamente Maria Grazia Salamino, che si è dimessa per andare a ricoprire il ruolo di direttrice generale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
Nell’atto di rinvio a giudizio per maltrattamenti della moglie, la gup parla di “condotte reiterate”. L’uomo, secondo i magistrati, “a causa di una morbosa gelosia l’accusava, in modo ossessivo, di ripetuti e continui tradimenti. La picchiava ripetutamente con schiaffi, spintoni e pugni e, in quattro occasioni, afferrandola per il collo e causandole lividi e lesioni”. Il tutto con l’aggravante di averlo fatto “in presenza dei figli minori”. All’inizio del 2019, secondo l’accusa, il funzionario avrebbe procurato alla moglie “diverse fratture delle dita della mano, contusioni alla coscia sinistra, al ginocchio destro e un trauma cranico non commotivo”. Anche in un’altra occasione l’uomo avrebbe procurato lesioni alla moglie. Fatti che ovviamente dovranno essere dimostrati nel processo. Ma ora si tratta di capire cosa deciderà il sindaco Giampieri difronte a un rinvio a giudizio per fatti cosi gravi.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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