Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Comune - L'ex assessore: "Documenti tirati fuori per sviare dalle vere ragioni per cui sono stato cacciato dalla Lega" - Ombretta Perlorca pubblica il certificato penale e spiega il perché

Spuntano intercettazioni della Dia, Contardo: “Non era me che cercavano…”

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:


Enrico Maria Contardo

Enrico Maria Contardo

Ombretta Perlorca

Ombretta Perlorca

Viterbo – Enrico Maria Contardo, spuntano intercettazioni della Dia, relative all’indagine che riguardava l’ex sottosegretario della Lega Armando Siri e l’imprenditore siciliano Paolo Arata.

Contardo, ex assessore e vicesindaco di Viterbo, è al centro dell’attenzione politica in questi giorni. Una parte del un terremoto nella Lega viterbese, che ha visto anche uscire il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi e Ombretta Perlorca, consigliera comunale a Viterbo e consorte di Contardo.

A pubblicare le intercettazioni della Dia, il quotidiano Il Messaggero. Risalgono al novembre del 2018. Contardo è in auto per andare a visitare a Firenze una ditta che produce un sistema radio per le forze dell’ordine. Con lui c’è un dipendente della ditta, su cui la Dia ha puntato l’attenzione e i microfoni. Che registrano anche Contardo, che si trovava lì. Le sue parole, va detto, non hanno avuto rilevanza a livello penale o giuridico.

L’ex vicesindaco, come riporta il Messaggero, si esprime sull’aeroporto a Viterbo, saltato: “Si è fermato tutto in quel modo – dice Contardo – quattro spicci ci danno e basta”. L’interlocutore di Contardo parla di Siri e l’ex assessore gli dice: “Il 24 viene a Civita Castellana – sempre stando alle intercettazioni pubblicate dal Messaggero – se vuoi venì”. E l’altro risponde: “Il 24 allora ce vengo, gli abbiamo dato 8mila euro”.

Il viaggio è lungo, la conversazione finisce pure su un funzionario, in merito al sistema radio di cui andavano a vedere la fabbrica dove era realizzato. L’interlocutore si sofferma su questo funzionario: “C’è solo questo funzionario che ci rompe i coglioni”. Prospettando la possibile soluzione: “C’è un solo modo che questo qui…” e Contardo conclude la frase: “Lo famo trasferì…”.

Nell’inchiesta ci sono indagati. Non Contardo. “In due ore in macchina – spiega Contardo a Tusciaweb – si dicono tante cose.

Io sono andato a Roma, ho rilasciato dichiarazioni e per me la vicenda è finita lì. Ho confermato una frase che interessava a chi stava facendo accertamenti e sono tornato a casa. Fine.

Non vedo il motivo di tirare fuori questa cosa, se non quelli di sviare dalle vere ragioni per cui mi hanno eliminato dal partito. Ovvero quelli per cui hanno impedito al vicesegretario nazionale della Lega di venire a Viterbo.

E comunque, io il giorno stesso in cui sono andato a rendere queste dichiarazioni, ho informato il sindaco e il senatore Fusco”.

Tornando sulle intercettazioni. “Non ero intercettato io – puntualizza Contardo – mi dissero che in questa macchina a noleggio c’erano microspie. Intercettavano questa persona. Anche perché non ci sono stati atti conseguenti rispetto a quanto detto quel giorno.

Oltretutto, temi grandi come l’aeroporto, lo spostamento del centro interforze, si discutono su altri tavoli. Non certo con un assessore del comune di Viterbo che non può assolutamente niente in questi campi. Di metà delle cose che dicevano non sapevo nemmeno di che parlavano. Di certo non volevano “vendere” niente a me”.

Contardo ricorda la circostanza. “Abbiamo ricevuto un invito ufficiale – continua Contardo – è un’azienda di stato e ci hanno fatto vedere la fabbrica dove producono questi prodotti radio. Ci hanno fatto vedere i tavoli tattici, il museo di Finmeccanica, poi siamo tornati a Viterbo. Al ritorno sono rientrato in macchina con Caporossi e il prefetto, mentre all’andata ho fatto compagnia a questa persona che era da sola. Tutto qua”.

Sul riferimento ad Armando Siri: “Eravamo lì, si parlava. Mi ricordo che era periodo di campagna elettorale. Ho detto viene a Civita Castellana. Quello faceva il venditore e se vuole vendere deve parlare con le persone giuste, non certo con me”.

In queste ore, a far discutere, è stata anche la pubblicazione, da parte di Ombretta Perlorca, del certificato giudiziario di Contardo, in cui si attesta che non ci sono carichi pendenti. Inviato nella chat della maggioranza in comune.

A chi si è chiesto il perché è la stessa Perlorca a spiegarlo.
“Nei giorni scorsi sono state fatte circolare ad arte – spiega Perlorca – all’interno dell’amministrazione comunale e non solo, indiscrezioni che vedevano l’assessore Contardo sottoposto ad indagini da parte della procura di Viterbo, motivo per cui, dopo aver richiesto il modello 335 ccp, e una volta verificato che tali voci risultavano infondate, ho ritenuto doveroso informare e tranquillizzare sia il sindaco Arena, che ne era comunque già a conoscenza, la maggioranza e quanti erano state veicolate tali false informazioni, pubblicandolo nella chat della maggioranza stessa”.

C’è anche un passaggio politico. Già fatto presente con l’annuncio dell’addio al gruppo consigliare e alla Lega stessa: “Chiarito questo aspetto – prosegue Perlorca – non ho altro da aggiungere sulle dinamiche interne che stanno portando al disfacimento della Lega a Viterbo, non facendone più parte.

Ribadisco di non voler più avere niente a che fare con determinati personaggi che continuano affannosamente nel tentativo di sviare l’attenzione su quanto è realmente successo”.

Giuseppe Ferlicca


Articoli: Giacomo Barelli (Viva Viterbo): “Perché in comune nessuno ha fatto nulla?” – Le opposizioni: “Intercettazioni Contardo, immediata convocazione del consiglio comunale”


Condividi la notizia:
22 maggio, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/