Viterbo – “Umiltà, sacrificio e tanta pastasciutta”, come ha detto il sindaco Giovanni Arena. E soprattutto, “crederci senza mollare mai – come ha poi aggiunto Bonucci -, ‘la tigna’ dei viterbesi. Perché ci si può sempre migliorare. Giorno dopo giorno, non solo nel calcio, ma anche nella vita”.
Leonardo Bonucci, campione d’Europa. Ieri pomeriggio allo stadio Rocchi della città in cui è nato e cresciuto. Viterbo, che gli ha reso omaggio lungo tutta un’intera giornata. Il campione, per la città, più importante di sempre. Un esempio sportivo e non solo, come più volte è stato sottolineato.
Viterbo – Leonardo Bonucci
Mille persone allo stadio, tante quante la normativa anti Covid lo permette. La Vetus Urbs, la Curva, sta fuori. Non per Bonucci, ma “perché – come ha spiegato Eleonora Celestini in rappresentanza dei tifosi della nord – allo stadio si entra senza restrizioni”. Per sono rimasti lì, davanti al cancello. Perché non potevano far mancare il proprio saluto. Contraccambiato da Bonucci.
Viterbo – I festeggiamenti per Leonardo Bonucci
“In qualsiasi situazione io mi sia trovato – ha detto infatti il calciatore – i ragazzi della Curva mi hanno sempre fatto sentire il loro appoggio”. L’appoggio della città. “Ho grande rispetto per loro. Il calcio sono i tifosi. E speriamo di rivedere le curve di nuovo piene e di goderci il calcio per quello che è. Una passione”.
Viterbo – L’omaggio dello stadio Rocchi a Leonardo Bonucci
Una giornata aperta nella seconda metà del pomeriggio e chiusa in serata. Prima palazzo dei Priori, dove Leonardo Bonucci è arrivato accompagnato dal prefetto Giovanni Bruno. Ad attenderli, all’ingresso del cortile di piazza del comune, sindaco, consiglieri, istituzioni e cittadini, che ha aspettato Bonucci in piazza per tutto il tempo. Chi chiedeva una foto, chi un autografo, chi ha atteso solo per vederlo. Campione d’Europa, finora visti solo in televisione. Ieri pomeriggio, l’occasione dal vivo. Non uno arrivato in serie A o “solo” in nazionale. Ma un giocatore, e un uomo, sul tetto d’Europa. Col mondiale del Qatar a distanza di un anno.
Viterbo – Consiglio comunale – Civica benemerenza a Leonardo Bonucci
In comune, l’onorificenza cittadina più alta. La benemerenza civica. “Sono più emozionato oggi – ha detto Bonucci ricevendola dal presidente del consiglio Stefano Evangelista – di quando scendo in campo. Mi tremano le gambe”.
Dopo palazzo dei Priori è stata la volta del murales dell’artista Luca Oroni lungo la tangenziale ovest, terminato ieri. Sei metri d’altezza per 9 di lunghezza. Da ieri, sopra, anche un’altra firma, oltre a quella dell’autore. Leonardo Bonucci.
Viterbo – Bonucci firma il “suo” murale
Infine lo stadio. Da Wembley al Rocchi. Stessa emozione, se non più forte. “Col cuore che batte più forte qui, davanti a mille viterbesi – ha sottolineato il giocatore – piuttosto che davanti a 70 mila persone”. Ad accoglierlo due file di bambini, a lato di un tappeto giallo e blu che portava a un palco a centrocampo, con alle spalle pratogiardino Lucio Battisti e il tricolore formato da decine e decine di palloncini bianco, rosso, verde e i colori di Viterbo, lanciati poi verso il cielo a fine evento. All’inizio, però, un piccolo inconveniente. Piacevole, per il caldo umido e asfissiante. A un certo punto è stato acceso un irrigatore e l’acqua alla fine ha puntato dritta verso il palco e i palloncini con l’elio, rischiando di ammosciarli uno dopo l’altro. A salvarli c’ha pensato Arianna Perugini di “Festeggiamo” che ha curato l’allestimento. Ci si è buttata letteralmente sopra. Proteggendoli.
Viterbo – Leonardo Bonucci
“Vincere a Wembley davanti agli inglesi con un mio goal – ha detto dal palco Bonucci – è unico”. Storico. “Mi auguro che un giorno questi piccoli giocatori abbiano la possibilità di coronare il loro sogno. Crederci e non mollare mai. Io sono partito da qui e ho fatto sì che con sacrificio e impegno questo sogno diventasse realtà. Non smetterò mai di pensare ai primi passi mossi su questo campo, e su quelli di Bagnaia e Pianoscarano”.
Viterbo – Leonardo e Riccardo Bonucci
Con Bonucci, a centrocampo, c’erano anche il fratello Riccardo, il sindaco Giovanni Arena, l’assessore comunale alla cultura e al turismo, Marco De Carolis e il presidente della viterbese Marco Romano. A moderare il tutto, la giornalista Eleonora Celestini. Il discorso del calciatore, quello del primo cittadino e le domande dell’assessore sul rigore calciato in finale e il trasporto della Macchina di Santa Rosa. Infine regali e riconoscimenti. Dalla tifoseria agli artisti in città fino alla maglia numero 19 della Viterbese.
Viterbo – I festeggiamenti per Leonardo Bonucci
“Bonucci – ha esordito il sindaco rivolgendosi ai bambini presenti – deve essere un esempio per tutti voi. Oggi state facendo i primi passi nel mondo del calcio. Quello che è fondamentale è ciò che ha sempre contraddistinto Leonardo Bonucci. Umiltà, sacrificio e tanta pastasciutta”. Il richiamo è a messaggio di “presa in giro” registrato da Bonucci e il capitano della nazionale Chiellini subito dopo la vittoria di luglio contro gli inglesi. “Quindi – ha proseguito Arena – datevi da fare altrimenti i risultati non arriveranno mai. Metteteci la grinta, la ‘tigna’ viterbese, e otterrete anche voi grandi risultati”.
Viterbo – Arianna Perugini
De Carolis dal canto suo chiede invece due cose. Cosa ne pensa del trasporto della Macchina di Santa Rosa e cosa ha provato quando ha tirato il rigore l’11 luglio a Wembley. Dopo che ne aveva sbagliato uno durante la semifinale di 5 anni prima in Francia.
Viterbo – Giovanni Arena e Leonardo Bonucci
“Per Santa Rosa – ha spiegato Bonucci – non c’è nazionale che tenga. Il 3 settembre mi chiudo nella mia stanza e mi godo il trasporto, purtroppo da casa. Il trasporto rende unica Viterbo nel mondo e mi auguro di riprovare presto quelle emozioni che il trasporto ci dà”. Per quanto riguarda il rigore calciato: “Un errore non ti deve abbattere, ma deve essere sempre la spinta a migliorarti. Questo è il segreto per migliorare giorno dopo giorno, non solo nel calcio, ma nella vita”.
Viterbo – Leonardo Bonucci
Infine, un ultimo ricordo, lasciato al fratello Riccardo. Di quando Leonardo, da ragazzo, si portò via il pallone perché era stato escluso dalle squadre in gioco durante una partitella tra amici. “Giocavamo all’oratorio – ha concluso Riccardo Bonucci – con quelli più grandi di noi. Una volta Leonardo non trovò posto in una squadra. Un amico tirò il pallone e finì fuori dall’oratorio. Leonardo uscì, rincorse la palla e sparì. Se la portò a casa senza dire niente a nessuno. E la partita finì lì, con noi che stavamo cercando di capire dove Leo fosse sparito. Dove fosse finito”. Vent’anni dopo. In vetta all’Europa.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La città rende omaggio a Bonucci – Leonardo Bonucci allo stadio Rocchi – Leonardo Bonucci premiato a Viterbo di Alberto Lingria – Bonucci firma il “suo” murale – Video: I festeggiamenti allo stadio – Leonardo Bonucci cittadino benemerito di Viterbo
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