Viterbo – (sil.co.) – Sarà processato il prossimo 2 dicembre davanti al giudice Elisabetta Massini il trentenne difeso dall’avvocato Luigi Mancini arrestato una notte dello scorso mese di agosto dopo che aveva preso a sprangate tutte le auto parcheggiate sotto casa.
Il giovane, afflitto da problemi mentali, se l’è presa con la psichiatra, giustificandosi col dire che la dottoressa, invece di essere in ambulatorio per cambiargli la terapia che non gli stava più facendo effetto, se ne era andata in ferie e non si era resa disponibile nel momento del bisogno.
Colpa sua, secondo lui, se quella notte non era riuscito a prendere sonno e in preda a un’agitazione incontenibile era sceso in strada armato di una spranga di ferro col bisogno irrefrenabile di sfogare la sua rabbia. E meno male, viene da dire, che lungo la via, fortunatamente deserta a quell’ora, non ha incontrato anima viva e se l’è quindi presa “solo” con le macchine.
Sono intervenuti i carabinieri
Nessuno si è fatto male a parte le vetture, ma il fragore dei colpi sulle carrozzerie ha comunque richiamato l’attenzione dei residenti che, vista la scena, hanno chiesto l’intervento dei carabinieri, ai quali il trentenne avrebbe ripetuto più volte “non riesco a fermarmi” continuando a scagliarsi con violenza contro le auto in sosta e cercando di sfuggire senza successo alla cattura.
Il fermo è stato convalidato dal gip Giacomo Autizi, il quale ha disposto gli arresti domiciliari. L’imputato deve rispondere di danneggiamento pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
In seguito a una ulteriore “crisi”, successiva al grave episodio di vandalismo di cui si è reso responsabile, è stato ricoverato, sempre in regime di detenzione domiciliare, presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle.
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